Nucleare in Italia: tra sogni di Salvini e realtà del governo
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Redazione Esteri
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L'attuale governo italiano ha deciso di dire addio al nucleare, nonostante le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che continua a sostenere l'importanza di questa fonte energetica per l'Italia. Salvini ha persino proposto di costruire una centrale nucleare a Baggio, quartiere milanese dove vive, per dimostrare la necessità del nucleare nel nostro Paese.
Tuttavia, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto ha ribadito la posizione ufficiale del governo: "No alle centrali atomiche nel nostro Paese". Secondo Pichetto, saranno le singole aziende energivore o i distretti industriali a farsi carico della costruzione dei mini reattori del futuro.
Nel frattempo, la questione del nucleare è tornata al centro del dibattito in occasione della Cop28. La nuova bozza proposta dalla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2023 esorta le parti a "accelerare nelle tecnologie a zero e a basse emissioni, comprese, tra le altre, le energie rinnovabili, il nucleare, le tecnologie di abbattimento e rimozione, comprese la cattura, l'utilizzo e lo stoccaggio del carbonio".
Nonostante le parole di Pichetto alla COP28 ("sì al nucleare ma no a nuove centrali atomiche"), il ritorno all'energia nucleare in Italia sembra impossibile, data l'alta spesa e i lunghi tempi necessari per costruire una nuova centrale.




