Omicidio di Cassina, Corrado Paroli assolto perché non imputabile

Omicidio di Cassina, Corrado Paroli assolto perché non imputabile
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L'omicidio di Cassina si è concluso con l'assoluzione di Corrado Paroli, ritenuto non imputabile dalla Corte d'Assise di Como, che ha disposto anche la sua immediata scarcerazione. Il procedimento riguardava la morte della madre, Margherita Colombo, trovata senza vita nella sua abitazione di Cassina Valsassina il 18 novembre 2024. La sentenza è stata pronunciata al termine dell'udienza nella quale è stato affrontato il tema della capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento dei fatti, elemento che ha determinato l'esito del processo.

La decisione della Corte d'Assise e il processo

La decisione è arrivata nella tarda mattinata, al termine del processo celebrato davanti alla Corte d'Assise di Como. Nel corso della discussione finale, il sostituto procuratore Simona Galluzzo ha sostenuto che l'istruttoria avesse dimostrato la responsabilità dell'imputato, chiedendo tuttavia l'assoluzione perché i dubbi sulla sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti erano rimasti irrisolti anche durante il dibattimento. La Corte ha quindi riconosciuto il totale vizio di mente dell'imputato al momento dell'omicidio, condividendo le conclusioni della perizia psichiatrica richiamata nel corso del procedimento.

Il procedimento si è chiuso mercoledì 1 luglio 2026 con la pronuncia della sentenza. Prima della lettura del dispositivo, il presidente della Corte d'Assise di Como, Carlo Cecchetti, si è rivolto a Corrado Paroli invitandolo a prendersi cura della propria salute, sottolineando l'importanza attribuita dalla Corte a questo aspetto. Con la decisione è stata inoltre disposta l'immediata scarcerazione dell'imputato.

I fatti contestati e le conclusioni dell'accusa

Corrado Paroli era imputato per l'omicidio della madre Margherita Colombo, di 73 anni, trovata morta sul divano della sua abitazione di Cassina Valsassina il 18 novembre 2024. Secondo l'accusa, la donna sarebbe stata soffocata con la pressione di una mano oppure di un oggetto, come un cuscino, che avrebbe ostruito le vie respiratorie. Nella ricostruzione accusatoria veniva inoltre indicata la precedente assunzione di una tisana contenente un mix di sedativi.

Pur ritenendo dimostrata la responsabilità dell'imputato sulla base dell'istruttoria, l'accusa aveva chiesto l'assoluzione in considerazione delle valutazioni sulla sua condizione psichica al momento dei fatti. La Corte ha accolto questa impostazione, riconoscendo il vizio totale di mente e dichiarando Corrado Paroli non imputabile. Con la sentenza si conclude così il procedimento relativo all'omicidio di Margherita Colombo, avvenuto nell'abitazione di famiglia a Cassina Valsassina.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.