Atalanta, Djimsiti ai saluti: richiesta di cessione per l'offerta saudita dell'Al-Diriyah
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Redazione Sport
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La sessione estiva di calciomercato si accende con un addio eccellente in casa nerazzurra: Berat Djimsiti, punto fermo della difesa e vice capitano dell'Atalanta, ha ufficialmente chiesto alla società di essere ceduto. Una decisione che arriva dopo la ricezione di una proposta importante dal club saudita dell'Al-Diriyah, la quale ha messo sul piatto un contratto biennale per il difensore albanese, con cifre ritenute difficilmente rinunciabili per il calciatore e il suo entourage.
La notizia, riportata da Sky Sport, ha scosso l'ambiente bergamasco, dove il centrale classe 1993 era considerato non solo un intoccabile sul campo ma anche una delle bandiere più rappresentative della gestione targata Gasperini.
L'offerta dell'Al-Diriyah e il futuro di Djimsiti
Il corteggiamento dell'Al-Diriyah, squadra che milita nella Saudi League, ha convinto il difensore e il suo agente a forzare la mano per la partenza. Secondo le indiscrezioni di mercato, l'offerta presentata al giocatore prevede un accordo fino al 2028, con un ingaggio che rappresenterebbe l'ultimo grande contratto della sua carriera. Arrivato a Bergamo nel gennaio del 2016, dopo essersi svincolato dallo Zurigo, la sua storia con l'Atalanta è stata lunga e ricca di successi.
In otto stagioni e mezza con la maglia nerazzurra, Djimsiti ha totalizzato 334 presenze e 11 reti, diventando un pilastro della difesa e uno dei giocatori con più presenze nella rosa attuale, secondo solo a Marten de Roon.
Le voci di mercato parlano di un accordo verbale già raggiunto tra le parti per un trasferimento che potrebbe concretizzarsi per una cifra vicina ai 3 milioni di euro. Sebbene l'Atalanta avesse inizialmente intenzione di trattenere il giocatore per un'ulteriore stagione, la volontà espressa dal difensore di accettare l'offerta saudita ha spinto la dirigenza a prendere in considerazione la sua cessione, per evitare di trattenere un elemento non più completamente motivato e per incassare una plusvalenza su un giocatore in scadenza di contratto a giugno 2027.
La strategia per il dopo Djimsiti: Kristensen, Todibo e Romagnoli
La dirigenza dell'Atalanta, con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli in prima linea, è già al lavoro per individuare il sostituto del capitano della nazionale albanese, per non farsi trovare impreparata in vista della nuova stagione che vedrà la squadra guidata da Maurizio Sarri. La ricerca si concentra su profili giovani ma già di prospettiva, in grado di inserirsi nel nuovo modulo a quattro che l'ex allenatore della Lazio sta cercando di imprimere alla squadra.
In cima alla lista dei desideri sarebbe finito il nome di Thomas Kristensen, difensore centrale classe 2002 di proprietà dell'Udinese. Un profilo che piace molto a Giuntoli, che lo aveva già seguito ai tempi della sua esperienza alla Juventus; per lui l'Atalanta sta cercando di trovare un'intesa con i friulani.
L'alternativa al danese sembra essere quella di Jean-Clair Todibo, difensore francese in forza al West Ham. Il giocatore, retrocesso in Championship con gli Hammers, è un nome che piace al ds Giuntoli e che potrebbe garantire maggiore esperienza internazionale. Sull'arrivo a Bergamo, però, pesano l'ingaggio molto alto percepito in Premier League e la concorrenza di altri club, tra cui la Juventus, che lo segue con attenzione.
Inoltre, non va dimenticata la pista che porta ad Alessio Romagnoli, in scadenza con la Lazio: il difensore rappresenterebbe un'alternativa di grande esperienza e personalità per la retroguardia, ma la sua situazione contrattuale legata a una possibile destinazione in Qatar (Al-Sadd) lo rende al momento un obiettivo ancora in standby.
Il ruolo di bandiera e l'era Sarri
La partenza di Berat Djimsiti segna quindi la fine di un'era per la difesa dell'Atalanta, che perde un punto di riferimento insostituibile. Il difensore svizzero di origine albanese, 33 anni, è stato uno dei protagonisti del ciclo d'oro della Dea, culminato con la vittoria dell'Europa League nella finale di Dublino, diventando una bandiera e un esempio di dedizione per i tifosi.
La sua richiesta di cessione, motivata dall'offerta economica di una destinazione esotica come l'Arabia Saudita, rappresenta anche la risposta a un nuovo scenario calcistico in cui i club del Medio Oriente stanno diventando sempre più influenti nel mercato europeo.
Con l'arrivo di Sarri in panchina, l'Atalanta si prepara a un cambio di passo tattico, e la ricostruzione della difesa è il primo grande tassello su cui sta lavorando la nuova dirigenza. Il club orobico, già noto per la sua lungimiranza nel mercato, dovrà ora dimostrare di saper reinvestire al meglio il ricavato di questa operazione e di saper scegliere il profilo giusto per non disperdere il valore aggiunto che una pedina come quella di Djimsiti ha sempre rappresentato nel corso degli anni.
Le prossime ore saranno decisive per capire quale dei nomi caldi del momento, tra Kristensen e Todibo, vestirà la maglia nerazzurra, in una sessione di mercato che si preannuncia movimentata per le sorti della Dea.
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