Prezzi da film: in California si paga la benzina come in "Io sono leggenda"

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nemmeno i migliori sceneggiatori di Hollywood sono riusciti a immaginarsi uno scenario più tetro di quanto sta realmente accadendo in California. Il prezzo della benzina ha raggiunto i 6,79 dollari al gallone, vale a dire 1,57 euro al litro. Per un automobilista europeo, abituato a cifre che da mesi viaggiano su livelli record, sarebbe quasi un sogno; per gli americani, invece, è un incubo che giorno dopo giorno si materializza alla pompa. La realtà, ancora una volta, ha superato la fantasia.

La coincidenza con il film del 2007

Nella pellicola del 2007 diretta da Francis Lawrence, Will Smith interpreta Robert Neville, l’unico sopravvissuto umano rimasto in una New York popolata da esseri simili a vampiri. In una delle scene iniziali, il protagonista si ferma a fare rifornimento e il display della pompa mostra cifre che all’epoca sembravano pura fantascienza distopica.

Oggi quelle cifre non fanno più sorridere: la stazione di servizio californiana ha esposto prezzi che ricalcano quasi alla lettera quelli immaginati sul grande schermo, con il gasolio che in alcune aree ha toccato gli 8,42 dollari al gallone.

Il diesel americano oltre il muro dei 6,50 dollari

Mentre la benzina californiana fa segnare il nuovo primato, il diesel a livello nazionale ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 6,50 dollari al gallone. Secondo i dati dell’American Automobile Association, il prezzo medio è salito a 6,51 dollari, con un’accelerazione di oltre 87 centesimi nel solo mese di settembre. Si tratta di un livello che supera abbondantemente il picco raggiunto nel 2022, quando la crisi energetica post-pandemica aveva già scosso profondamente gli equilibri dei carburanti.

La corsa al rialzo, alimentata dalle guerre in Iran e in Ucraina che hanno ridotto le forniture globali, non accenna a fermarsi.

Trump apre al blocco delle esportazioni

Di fronte a questo scenario, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cambiato posizione rispetto al passato e ha dichiarato di appoggiare l’ipotesi di un divieto sulle esportazioni di diesel. «Ho detto di non consegnare il diesel fuori dal Paese. Ne produciamo molto... L’ho chiesto. L’ho chiesto alla mia gente», ha affermato Trump durante un incontro con i giornalisti a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La richiesta era arrivata nei giorni precedenti da diversi esponenti repubblicani al Congresso, preoccupati per l’impatto dei rincari sui consumatori a poche settimane dal voto di midterm. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato che l’amministrazione sta valutando se un bando totale o parziale sia concretamente percorribile, tenendo conto della capacità di raffinazione complessiva del Paese.

L’Europa nel mirino delle conseguenze

Una decisione di questo tipo avrebbe effetti dirompenti ben oltre i confini statunitensi. Dall’inizio del conflitto in Iran, le esportazioni di diesel americano verso l’Europa sono aumentate del 50%, raggiungendo i 506 mila barili al giorno, complice il blocco dello Stretto di Hormuz e le sanzioni che hanno tagliato fuori la Russia dal mercato. Circa metà delle importazioni europee di gasolio arriva ormai via mare dagli Stati Uniti, e un eventuale stop alle vendite all’estero rischia di infiammare ulteriormente i prezzi proprio mentre si avvicina la stagione invernale.

In Italia il prezzo medio del diesel sulla rete stradale ha già toccato i 2,340 euro al litro, con punte di 2,422 euro sull’autostrada, entrambi a livelli mai registrati prima.

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