Clizia Incorvaia ricorda Eleonora Giorgi: "Il cinema l'ha snobbata, ma era una forza della natura"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Clizia Incorvaia, ospite a Verissimo, ha voluto ricordare con parole intense e commosse Eleonora Giorgi, attrice scomparsa lo scorso marzo all’età di 71 anni a causa di un tumore al pancreas. Madre di Paolo Ciavarro, marito di Clizia, Eleonora Giorgi è stata descritta come una donna forte, indipendente, ma anche come una figura capace di lasciare un segno profondo nella vita di chi le stava accanto. «Mi manca tantissimo», ha confessato Clizia, visibilmente scossa, mentre cercava di trattenere le lacrime. «Sto cercando di non farmi prendere dal dolore, di vivere questo momento al meglio per i bambini. Nina, mia figlia, era molto legata a lei. Andavamo a trovarla durante la terapia, giocavano insieme. Era una forza della natura».
Ma il ricordo di Eleonora Giorgi, oltre a essere un tributo personale, ha aperto una riflessione più ampia sul mondo del cinema e sulla società. Clizia non ha risparmiato critiche a un sistema che, secondo lei, ha “snobbato” l’attrice per decenni, soprattutto dopo la sua separazione da Angelo Rizzoli. «Il cinema l’ha ignorata per trent’anni», ha dichiarato senza mezzi termini. «La gente tollera un uomo forte e indipendente, non una donna forte e indipendente». Un’affermazione che, pur nella sua semplicità, solleva questioni ancora attuali su come vengano percepite e trattate le figure femminili nel mondo dello spettacolo e non solo.
Eleonora Giorgi, che ha lasciato un’impronta significativa nel cinema italiano degli anni ’70 e ’80, sembra essere stata dimenticata troppo presto dalla sua stessa industria. Clizia ha sottolineato come, solo dopo la sua scomparsa, molti abbiano iniziato a celebrarla, quasi a voler rimediare a un silenzio durato troppo a lungo. «Tanti l’hanno osannata dopo la morte», ha osservato con amarezza, lasciando intendere che il riconoscimento arrivato postumo non possa compensare l’indifferenza mostrata in vita.
Nel racconto di Clizia, Eleonora Giorgi emerge non solo come un’icona del cinema, ma anche come una figura familiare capace di insegnamenti profondi. «Mi ha insegnato a non scivolare nel dolore», ha rivelato, ricordando come la suocera abbia affrontato la malattia con una forza che ha lasciato un segno indelebile in chi le era vicino. Un esempio di resilienza che, nonostante il dolore della perdita, continua a ispirare.
Il dolore per la scomparsa di Eleonora Giorgi, però, non è stato solo privato. Ha acceso un riflettore su dinamiche sociali e pregiudizi che spesso costringono le persone, soprattutto le donne, a indossare maschere per nascondere fragilità o per conformarsi a modelli imposti. Clizia, nel suo sfogo, ha toccato corde che vanno oltre la semplice cronaca, sollevando domande su come la società tratti chi sceglie di vivere con autenticità, senza compromessi.




