Milano espugna il Pala BigMat in gara 1 delle semifinali, Antropova non basta a Scandicci
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Redazione Sport
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La prima, vera notte delle semifinali scudetto consegna agli archivi un verdetto netto, forse persino troppo per quello che ci si potrebbe aspettare da una serie che mette di fronte due delle formazioni più attrezzate del campionato. La Numia Vero Volley Milano, sfruttando al meglio la propria potenza offensiva e una solidità difensiva fuori dal comune, ha letteralmente espugnato il Pala BigMat di Firenze, imponendosi con un secco 0-3 (28-26, 25-20, 16-25) sulle padrone di casa della Savino Del Bene Scandicci e portandosi così in vantaggio nella serie che vale un posto in finale. Il risultato, maturato in poco più di un'ora e venticinque minuti di gioco, assume un peso specifico notevole, perché priva immediatamente la formazione toscana del fattore campo e proietta le lombarde verso gara 2, in programma tra una settimana esatta all'Allianz Cloud di Milano, con la concreta possibilità di chiudere i conti.
La partita, in realtà, non ha raccontato fin da subito una storia a senso unico. Nel primo parziale, anzi, la Savino Del Bene era parsa in grado di imporre il proprio ritmo, costruendo margini di vantaggio importanti grazie a una Ekaterina Antropova apparsa in serata di grazia, quella stessa che l'ha portata a superare il record di ace nei playoff detenuto da Aguero e Piccinini. Il parziale, dominato per larghi tratti dalle ragazze di coach Marco Gaspari, si è però infranto sul muro di Anna Danesi ai vantaggi: quel 26-28 ha rappresentato una vera e propria doccia gelata per Scandicci, che aveva speso tantissimo per costruirsi la possibilità di portare a casa il set. Da quel momento in poi, l'inerzia è cambiata in modo irreversibile.
La squadra di coach Stefano Lavarini, trascinata da una straordinaria Eleonora Fersino – poi eletta MVP del match per la sua prestazione in seconda linea, con percentuali in ricezione che hanno sfiorato il novanta per cento di positività – ha preso fiducia e ha cominciato a mettere in difficoltà la ricezione avversaria. Il servizio delle milanesi, con Piva e Egonu sugli scudi, ha mandato in tilt la costruzione del gioco di Scandicci, costringendo Bechis ad alzare palloni spesso prevedibili e sempre più lontani da rete. E se il muro della Savino Del Bene, solitamente un baluardo, ha funzionato a singhiozzo, quello di Milano, con Danesi e Kurtagic, ha cominciato a fare la differenza, togliendo certezze alle attaccanti di casa.
Nel secondo set, nonostante un tentativo di reazione delle toscane, che erano riuscite a ricucire uno strappo iniziale di cinque punti, la musica non è cambiata. Paola Egonu, autrice di diciassette punti con percentuali altissime in attacco, e Khalia Lanier, top scorer della serata con diciotto punti e una continuità impressionante in posto quattro, hanno preso letteralmente per mano la Numia, martellando la difesa avversaria da ogni zona del campo. La sensazione, a quel punto, era che il terzo set potesse trasformarsi in una formalità per le ospiti. E così è stato, se possibile, anche con maggiore evidenza del previsto: un parziale senza storia, dominato dall'inizio alla fine, con Antropova lasciata sostanzialmente da sola a fronteggiare l'onda d'urto milanese. Il 16-25 finale, figlio di un black-out totale della Savino Del Bene, fotografa impietosamente il divario visto sul taraflex nelle ultime due frazioni.




