Alberto Scagni, condannato per l'omicidio della sorella, massacrato in carcere
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Redazione Interno
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Alberto Scagni, condannato a 24 anni e 8 mesi per l'omicidio di sua sorella Alice, è stato brutalmente picchiato in carcere a Sanremo. L'aggressione è stata così violenta da spezzargli le ossa del viso, costringendolo in un coma farmacologico. Nonostante la gravità delle sue condizioni, non rischia la vita.
L'aggressione è avvenuta a mani nude, con l'uso di uno sgabello e una sedia. Gli agenti di polizia penitenziaria sono intervenuti in extremis per salvarlo. I genitori di Alberto, Antonella Zarri e Graziano Scagni, hanno espresso la loro preoccupazione per la sicurezza del figlio in carcere, sostenendo che lo Stato non ha difeso né lui né Alice.
La vicenda di Alberto ha suscitato molte discussioni, soprattutto alla luce della recente tragedia di Giulia Cecchettin. I genitori di Alberto hanno rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, in cui hanno descritto il loro dramma: "Uno Stato che lascia massacrare per due volte consecutive un detenuto e che non fa nulla per proteggerlo, destinandolo alla morte certa, non è uno Stato civile, degno di questo nome".




