Banco BPM e Anima Holding: la posizione prudenziale della BCE e il superamento della soglia minima nell'Opa
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Redazione Economia
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Banco BPM ha confermato di aver ricevuto una comunicazione da parte della Banca Centrale Europea, nella quale l’Organo di Supervisione ha espresso un approccio conservativo riguardo al trattamento prudenziale dell’acquisizione di Anima Holding. Secondo quanto riportato dall’istituto, la BCE ritiene che alla transazione non debba applicarsi il cosiddetto Danish Compromise, meccanismo che permette alle banche di conteggiare con criteri più vantaggiosi le partecipazioni assicurative nel calcolo dei requisiti patrimoniali. Sebbene la posizione dell’autorità non abbia ancora assunto la forma di una decisione definitiva, lascia aperta la questione all’esame dell’Autorità Bancaria Europea (EBA), interpellata dalla stessa BCE per un parere vincolante.
Nel frattempo, l’Offerta Pubblica di Acquisto lanciata da Banco BPM su Anima Holding ha superato la soglia minima del 45% più un’azione, raggiungendo il 47,24% del capitale sociale. Un risultato reso possibile anche dall’adesione di Poste Italiane, che aveva già formalizzato il proprio impegno. L’obiettivo del 50% appare ora a portata, mentre il Consiglio di Amministrazione è atteso domani per una valutazione sulle condizioni di efficacia dell’operazione.
La reazione del mercato non si è fatta attendere: il titolo Banco BPM ha chiuso la giornata con un calo del 5,16%, toccando i 9,746 euro e registrando la peggior performance nell’indice FTSE Mib. Le oscillazioni, comprese tra un minimo di 9,59 e un massimo di 10,35 euro, riflettono l’incertezza degli investitori di fronte alla posizione della BCE, che, se confermata, potrebbe rendere meno agevole l’integrazione di Anima nel perimetro prudenziale della banca.




