Banco Bpm, assemblea approva il rilancio su Anima con ampio consenso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’assemblea degli azionisti di Banco Bpm ha dato il via libera, con una maggioranza schiacciante del 97,64%, alla modifica delle condizioni dell’Offerta Pubblica di Acquisto (Opa) su Anima Holding, asset manager di riferimento per la banca milanese. La decisione, presa durante un’assemblea straordinaria tenutasi in presenza dopo un lungo periodo di incontri virtuali, conferma il rialzo del prezzo offerto per azione, che passa da 6,20 a 7 euro, con un incremento complessivo di 250 milioni di euro.

Il voto, che ha visto la partecipazione di 3.525 soci rappresentativi del 56,67% del capitale totale, ha espresso un sostegno quasi unanime alla proposta del consiglio di amministrazione. Solo lo 0,45% dei votanti si è dichiarato contrario, mentre l’1,9% ha preferito astenersi. Questo ampio consenso riflette la fiducia degli investitori nella strategia della banca, che punta a rafforzare la propria posizione nel settore della gestione patrimoniale attraverso l’acquisizione di Anima.

Tra le modifiche approvate, spicca la facoltà concessa al cda di procedere con l’operazione anche in assenza dei benefici derivanti dal cosiddetto “Danish Compromise”, un meccanismo che, se applicato, ridurrebbe l’impatto dell’acquisizione sul capitale dell’istituto. Inoltre, la banca potrà portare a termine l’Opa anche nel caso in cui non raggiunga una partecipazione superiore al 66,67% del capitale di Anima, una soglia che avrebbe garantito il controllo totale della società.

L’operazione, annunciata lo scorso novembre, rappresenta un passo significativo per Banco Bpm, che mira a consolidare la propria presenza nel mercato della gestione degli asset, un settore in crescita e sempre più strategico per il sistema bancario italiano. La decisione di alzare il prezzo offerto per azione, da 6,20 a 7 euro, è stata interpretata come un segnale di determinazione da parte della banca, disposta a investire risorse consistenti per assicurarsi il controllo di Anima.

L’assemblea, che si è svolta senza intoppi e con un’ampia partecipazione, ha confermato il sostegno degli azionisti alla linea adottata dal management, nonostante le incertezze legate alle condizioni di efficacia dell’Opa. La rinuncia al Danish Compromise, che avrebbe permesso di mitigare l’impatto finanziario dell’operazione, dimostra la volontà della banca di portare a termine l’acquisizione anche a costo di assumersi rischi maggiori.

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