Influenza australiana in Italia, complicanze e vaccini
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Redazione Salute
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In Italia, l'influenza stagionale ha iniziato a manifestarsi con i primi casi, sebbene ancora sporadici e distribuiti prevalentemente al Nord, con qualche segnalazione anche al Sud. Secondo Antonio Bella, ricercatore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità e responsabile della Sorveglianza epidemiologica InfluNet, attualmente i casi sono meno di una decina. Tuttavia, la campagna vaccinale, pur avviata in tutte le regioni, procede a rilento, con differenze significative tra regione e regione, tra azienda e azienda, come sottolineato da Silvestro Scotti, presidente della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg).
Scotti ha evidenziato che, sebbene i vaccini stiano arrivando, le quantità non sono sempre sufficienti rispetto alle esigenze, complicando la pratica vaccinale. Questo scenario è preoccupante, considerando che nella stagione passata quasi 15 milioni di persone sono state colpite da sindromi simil-influenzali in Italia. La situazione attuale, con una circolazione virale ancora bassa, potrebbe evolversi in una stagione influenzale aggressiva, rendendo cruciale la tempestiva somministrazione dei vaccini, soprattutto per proteggere anziani e persone fragili.
L'appello dei medici di famiglia è chiaro: prenotare le dosi di vaccino per evitare complicanze gravi. La variante Ah2n2, che si sta diffondendo, presenta sintomi come febbre alta, che possono essere confusi con quelli del Covid-19, rendendo ancora più importante la prevenzione attraverso la vaccinazione. La distribuzione dei vaccini, però, non è uniforme e questo potrebbe rappresentare un ostacolo significativo nella lotta contro l'influenza stagionale.
Mentre l'Italia inizia a registrare i primi casi di influenza, la campagna vaccinale deve accelerare per evitare un aumento significativo dei contagi e delle complicanze.




