Ritiro dal mercato di salmone e acciughe: due diversi allarmi per la sicurezza
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Redazione Economia
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La sicurezza dei prodotti ittici torna a far discutere in prossimità delle festività, periodo in cui il consumo di queste specialità subisce un'impennata, con due distinti richiami che hanno interessato altrettanti articoli molto diffusi. Il primo, di natura microbiologica e disposto in via precauzionale, riguarda un lotto di salmone affumicato norvegese "Luxury Selection" commercializzato con il marchio Food from the World. La catena Esselunga, dopo una segnalazione del produttore, ha infatti ritirato dalla vendita le confezioni da duecentocinquanta grammi appartenenti al lotto numero 485116, con scadenza fissata al ventotto dicembre del duemilaventicinque, a causa di un potenziale rischio legato alla contaminazione da *Listeria monocytogenes*. Sebbene non siano stati segnalati casi di malessere tra i consumatori, il protocollo di sicurezza, che non ammette deroghe quando si profilano possibili pericoli per la salute pubblica, è stato attivato immediatamente, in attesa della formale comunicazione ufficiale da parte del Ministero della Salute.
Un secondo richiamo di tipo chimico
Parallelamente, sempre nelle prime giornate di dicembre, le autorità sanitarie hanno diramato un ulteriore avviso, seppur di natura completamente diversa, che coinvolge questa volta un prodotto ittico conservato. Sul portale del Ministero della Salute è infatti comparso il richiamo di un lotto di filetti di acciughe all'olio di girasole sotto il marchio Capri, il quale è stato ritirato dal mercato per una questione di natura chimica. Mentre il caso del salmone affumicato norvegese rientra nella categoria dei rischi batteriologici, quello che interessa le acciughe è riconducibile a parametri analitici differenti, dimostrando come i controlli lungo la filiera agroalimentare debbano essere costanti e multidisciplinari per intercettare le non conformità più disparate.
Le dinamiche dei controlli e la risposta della distribuzione
Questi episodi, sebbene distinti per causa e prodotto, illustrano con chiarezza il funzionamento del sistema di allerta rapido per gli alimenti. Quando un'analisi di laboratorio, sia essa effettuata dal produttore stesso o dagli organi di vigilanza, rileva una anomalia che supera i limiti di legge, scatta un meccanismo ben oliato che passa attraverso la comunicazione obbligatoria alle autorità competenti e, di conseguenza, alla immediata ritirata dei lotti coinvolti dagli scaffali della grande distribuzione e dei negozi. La tempestività di Esselunga nel divulgare l'avviso ai propri clienti per il lotto di salmone affumicato, pubblicando l'annuncio sul proprio sito internet, rientra in questa prassi operativa, finalizzata a limitare al massimo l'esposizione al rischio, invitando chi avesse acquistato quella specifica confezione a non consumarla e a riportarla indietro.
La costante vigilanza sui prodotti a rischio
La *Listeria monocytogenes*, il batterio oggetto del richiamo per il salmone, rappresenta un pericolo concreto, seppur gestibile con adeguate precauzioni, per categorie di consumatori particolarmente fragili; la sua possibile presenza in un alimento pronto al consumo, che non subisce trattamenti termici prima di essere portato in tavola, giustifica appieno l'intervento cautelativo. La vicenda, unita a quella delle acciughe, sottolinea dunque l'importanza di una filiera controllata e di un monitoraggio continuo, aspetti che assumono un rilievo ancora maggiore in un momento dell'anno in cui le tavole degli italiani si imbandiscono con una varietà di prodotti, molti dei quali, come il salmone affumicato, vengono consumati crudi o senza cottura. La trasparenza nelle comunicazioni al pubblico, del resto, costituisce l'ultimo e fondamentale tassello di un sistema che deve ispirarsi al principio di massima precauzione.




