Wilier Triestina, 120 anni di storia. Il ceo: «Tramonto delle mtb, ora il gravel spinge il mercato»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Una tiratura limitata di 120 biciclette da corsa che costano 18 mila euro l’una e già tutte vendute. Il modello si chiama Filante Ultimate, per vederlo all’opera è utile guardare le immagini del prossimo Tour de France perché a montare il settimo esemplare della limited edition sarà il francese Romain Grégoire. È il modo scelto da Wilier Triestina, storico marchio delle biciclette di fascia premium di Rossano Veneto (Vicenza), per celebrare il 120esimo anniversario della fondazione.

L'evento "120 Years Forward" e la bici dell'anniversario

«Abbiamo festeggiato i nostri primi 120 di storia, ma sono tutti rivolti al futuro: siamo ricchi di esperienza, know-how e risultati sportivi. Necessari per continuare ad innovare. Il nostro obiettivo nei prossimi anni è raggiungere un target sempre più giovane di appassionati». Andrea Gastaldello, ceo del gruppo Wilier Triestina, ha celebrato lo storico traguardo in Villa Contarini a Piazzola sul Brenta con l’evento “120 Years Forward”, valorizzando i pilastri del marchio vicentino delle due ruote (heritage, evoluzione tecnologica, persone, design e cultura sportiva).

Nel corso della serata è stata presentata la Filante Ultimate, bicicletta celebrativa realizzata in soli 120 esemplari numerati e pensata come sintesi simbolica dell’anniversario. Si tratta di una versione speciale del modello di punta dell’azienda, la Filante SLR ID2, che per l’occasione prende il nome di Filante Ultimate. Il telaio in carbonio Toray M40X di ultima generazione combina sei diverse fibre in un layup progettato per ridurre ulteriormente il peso e trasmettere energia senza dispersioni.

A completare l’allestimento, una selezione di componenti esclusivi sviluppati per questa edizione: dal bilanciere CeramicSpeed al reggisella verniciato in tinta, all’ingranaggio X2 RD di Miche, fino ai perni e al nastro manubrio dedicato.

I numeri di un mercato in trasformazione

Il momento è opportuno anche per annunciare le aspettative da qui al 2030, anno in cui la casa veneta punta a raggiungere ricavi per 80 milioni, contro i 70 con i quali si è chiuso l’esercizio 2025, e a migliorare già da quest’anno il margine Ebitda al 10% del fatturato. Il dato delle vendite è già in ripresa del 7%, come evidenzia l’amministratore delegato, anche se nel recente passato erano stati toccati livelli più elevati. Sono oscillazioni del business riconducibili allo scossone dato dal Covid all’industria delle biciclette.

«Nel periodo 2020-2023 – spiega il top manager – tutti i produttori hanno beneficiato di un boom innescato dalla ritrovata attenzione per lo sport all’aperto, ma poi c’è stato un rimbalzo con crollo della domanda che ha disorientato chi, nel frattempo, si era organizzato per aumentare la produzione. Una bolla in cui mediamente i volumi sono scesi del 30% e che per noi si è chiusa con il giro di boa del 2025: quest’anno è atteso in ulteriore crescita grazie anche ai nuovi modelli».

Il segmento che «tira» adesso è quello del gravel, contestuale a un momentaneo tramonto delle mountain bike, così come si è osservato un rallentamento dei modelli per ciclismo su strada. «Le nuove generazioni sono meno attratte da contesti agonistici e giudicano l’asfalto un ambiente pericoloso. Preferiscono – aggiunge Gastaldello – concepire la bicicletta come elemento di aggregazione con altre persone e mezzo con il quale vivere il fascino di percorsi naturalistici senza inclinazioni alle prestazioni estreme».

Strategie di crescita tra extra-UE e consolidamento

Wilier Triestina non disdegna infine i modelli a pedalata assistita, anche se si tratta di componenti a oggi ancora marginali. Per quanto riguarda i mercati, l’Italia assorbe il 20% del business e analoga è la quota spalmata nelle aree extraeuropee di Asia e Usa. Una quindicina dei 120 dipendenti opera in una filiale a Taiwan, che serve le piazze orientali. L'azienda sta lavorando per crescere in Nord America, Asia, Australia e Sudamerica, dove vede ampi spazi di sviluppo.

Dal primo Giro d’Italia vinto da Fiorenzo Magni nel 1948, all’Alpe d’Huez conquistata da Marco Pantani nel 1997, passando per il trionfo iridato di Alessandro Ballan a Varese nel 2008, per arrivare nel 2024 alla leggendaria 35ª vittoria al Tour de France di Mark Cavendish. Wilier Triestina continua a costruire i presupposti per un futuro di successi e crescita. Fondata nel 1906, Wilier è oggi uno dei marchi italiani più riconoscibili nel mondo della bicicletta ad alte prestazioni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.