Trump in Scozia tra polemiche e golf: «Basta pale eoliche, rovinano il paesaggio»
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Redazione Esteri
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Donald Trump è atterrato a Turnberry venerdì scorso, scortato da un imponente dispiegamento di sicurezza che – tra auto blindate e agenti supplementari arrivati da Inghilterra e Galles – ha trasformato l’arrivo nel suo resort scozzese in un evento paragonabile, per mezzi e organizzazione, alle misure adottate durante i funerali della regina Elisabetta. Lo scopo ufficiale della visita, della durata di quattro giorni, è la supervisione dei campi da golf di sua proprietà, ma a catturare l’attenzione sono state le dichiarazioni rilasciate appena messo piede sul suolo britannico.
«Fermate le pale eoliche, stanno distruggendo la bellezza dei vostri Paesi», ha tuonato il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo un nuovo tassello alla retorica delle ultradestre americane, che da mesi includono gli aerogeneratori tra i loro bersagli preferiti. Una posizione che, sebbene non nuova per i Repubblicani – da anni contrari alle politiche green – ha trovato solo recentemente uno spazio così centrale nel dibattito, al punto da essere prontamente adottata anche dai movimenti europei vicini all’ideologia Maga.
Non sono mancate, tuttavia, le reazioni critiche. Isabel Mather, una signora scozzese che sabato mattina ha protestato davanti al consolato americano di Edimburgo, ha alzato un cartello con la scritta: «Trump, tua madre si vergognerebbe di te». Un riferimento alle polemiche legate ai rapporti del presidente con Jeffrey Epstein, anche se Mather ha preferito non approfondire, limitandosi a esprimere disgusto per «comportamenti che nessuna madre approverebbe».




