Iveco verso Tata: il precedente Fiat e le preoccupazioni dei sindacati
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Redazione Economia
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La possibile cessione di Iveco al gruppo indiano Tata ha scatenato un dibattito che affonda le radici in un precedente storico: l’alleanza tra Fiat e Tata Motors, siglata nel 2006 sotto la guida di Sergio Marchionne, per produrre auto e SUV in India. Oggi, mentre il ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso – senza ancora chiarire le ragioni del suo intervento – annuncia un confronto con i sindacati, l’ipotesi di un passaggio di proprietà riaccende timori e interrogativi.
Secondo indiscrezioni rilanciate dalla Reuters e confermate da fonti finanziarie, Exor – la holding degli Agnelli che controlla oltre il 27% di Iveco – avrebbe avviato trattative esclusive con Tata, multinazionale già proprietaria di Jaguar Land Rover. Il mercato ha reagito con un balzo dell’8,32% del titolo Iveco Group, toccando i 16,6 euro, mentre il governo e le organizzazioni sindacali monitorano un negoziato che potrebbe ridisegnare gli equilibri industriali del settore.
Non è la prima volta che Exor valuta dismissioni strategiche: già nel 2023 era circolata l’ipotesi di cedere Iveco Defence Vehicles a Leonardo, ma le trattative naufragarono per la distanza tra la valutazione di Elkann (1,7 miliardi) e quella dell’azienda pubblica (750 milioni). Oggi, con Iveco Dv impegnata nella commessa da 23 miliardi per i carri armati dell’Esercito, la partita si riapre in un contesto diverso, dove la geopolitica e gli interessi militari pesano quanto quelli industriali.




