Delia cambia “Bella ciao” al concertone: «Non partigiani, ma esseri umani»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il palco allestito in piazza San Giovanni a Roma per l’edizione 2026 del Concerto del Primo Maggio – promossa come sempre da Cgil, Cisl e Uil e affidata per l’organizzazione a iCompany, con la conduzione affidata a Pierpaolo Spollon, Arisa e BigMama – ha ospitato una nutrita schiera di artisti, da Riccardo Cocciante ai Pinguini Tattici Nucleari, passando per Niccolò Fabi, Serena Brancale e Madame. Una manifestazione, quest’anno dedicata al tema 'Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale', che ha visto alternarsi decine di esibizioni, nessuna delle quali, tuttavia, ha generato il clamore suscitato dalla performance della cantante siciliana Delia.
Un classico della Resistenza riletto in chiave contemporanea
Intorno alle 18.30, nel corso della sua performance, l’artista ha proposto una versione inedita del celebre canto partigiano “Bella ciao”, suscitando un'immediata reazione da parte del pubblico e, a seguire, sui social network. La modifica più significativa – quella che ha innescato la polemica – riguarda il testo: laddove la tradizione vuole si canti “partigiano”, Delia ha scelto di sostituire il termine con l’espressione “essere umano”. Un intervento, questo, che non si è limitato alla sostituzione lessicale ma che ha investito il significato stesso del brano, simbolo della lotta di liberazione nazionale. Va ricordato, a tal proposito, che la cantante non è nuova a operazioni di questo tipo: già in passato, durante la sua partecipazione a X Factor, aveva reinterpretato il brano sostituendo la stessa parola con “siciliani”, dimostrando una certa familiarità con la rielaborazione personale di un patrimonio musicale collettivo.
Le motivazioni dell’artista: «Nessuna censura, volevo allargare il messaggio»
Intercettata dai cronisti subito dopo essere scesa dal palco, la stessa Delia ha voluto chiarire le ragioni di una scelta che, in molti, hanno frettolosamente etichettato come una forma di censura o di rimozione della memoria storica. «Non è che non ho voluto prendere una posizione – ha spiegato l’artista – ho voluto allargare questa posizione, perché i partigiani sono esseri umani». La sua non sarebbe, dunque, una cancellazione del valore della Resistenza italiana, quanto piuttosto un tentativo di attualizzarne il significato, estendendolo ai conflitti contemporanei. «Dato tutto ciò che sta succedendo in questi giorni, purtroppo la guerra, la parola “essere umano” fa capire che non è una cosa che riguarda soltanto il passato e la Resistenza in Italia, ma qualcosa che purtroppo succede ancora oggi». Con queste parole la cantante ha fatto riferimento esplicito alle violenze in corso in Iran e in Palestina, luoghi dove “cadono bombe ovunque” e dove la popolazione civile, a suo avviso, subisce una sorte analoga a quella dei partigiani di ieri.
Il contesto della piazza e i toni di una giornata politica
L’episodio, naturalmente, non è passato inosservato, inserendosi a pieno titolo nel clima spesso rovente che caratterizza la kermesse sindacale. Lontana dall’essere una semplice passerella musicale, la manifestazione di piazza San Giovanni rappresenta storicamente un momento di esplicita presa di posizione politica; non a caso, sui social network non sono mancati commenti sarcastici riguardo la natura tradizionalmente “rossa” dell’evento. In questa cornice, le parole di Delia – che ha dichiarato di voler “aprire gli occhi” e non pensare soltanto al passato perché “il passato è passato” – hanno agito come un vero e proprio detonatore. Un’operazione, la sua, che ha diviso l’opinione pubblica tra chi ha visto in questo gesto un ennesimo tentativo di svuotare di significato i simboli della Resistenza e chi, invece, ha apprezzato lo sforzo di rendere universale un messaggio di pace.




