Il Concertone tra nuove parole e vecchie polemiche: Delia e «Bella ciao» infiammano piazza San Giovanni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’edizione 2026 del Concerto del Primo Maggio, trasmessa in diretta su Rai3 con la regia televisiva affidata a una conduzione a tre – Arisa, Pierpaolo Spollon e BigMama – ha preso il via alle 15.15 in punto, affidando a Paolo Belli l’onere e l’onore di aprire la lunga maratona musicale in piazza San Giovanni. Una maratona che, interrotta solo per la fascia serale del telegiornale, ha ripreso alle 20 con una carrellata di nomi di primo piano tra cui Fulminacci, Riccardo Cocciante, Serena Brancale, e poi via via Ditonellapiaga, Emma, i Pinguini Tattici Nucleari, Madame e Geolier. L’attesa, com’era prevedibile, si è concentrata soprattutto su alcuni passaggi specifici: l’esibizione della cantautrice siciliana Delia, finita al centro di un vivace dibattito online per la sua rilettura di «Bella ciao», e il momento clou dei Litfiba, che hanno chiuso il loro show con un messaggio esplicito al grido di «Palestina libera».
«Essere umano» al posto di «partigiano»: la scelta di Delia che ha diviso il web
A tenere banco, soprattutto sui social network, è stata proprio la performance di Delia. L’artista, infatti, ha deciso di modificare il testo del celebre canto partigiano sostituendo il termine «partigiano» con «essere umano»; una mossa che lei stessa ha rivendicato come un tentativo – nelle sue parole – di «allargare il campo» e di restituire al brano una vocazione più universale, scevra da una specifica appartenenza storica o politica. La scelta ha immediatamente generato reazioni contrapposte, alimentando una polemica che per certi versi ha finito per oscurare altre esibizioni di rilievo, come quella di Levante, apparsa sul palco con una maglietta raffigurante il presidente Mattarella, o il ritorno dal vivo di Madame, artista che da tempo non si esibiva in un contesto simile.
Litfiba e il grido per la Palestina, tra ironie su Mussolini e memoria di Chernobyl
I Litfiba, dal canto loro, hanno offerto una chiusura tutt’altro che dimessa: dopo aver letto sul palco messaggi contro i genocidi, aver ricordato le vittime del disastro di Chernobyl e aver sfiorato il sarcasmo politico con una battuta su Mussolini («morto sul lavoro traditore»), hanno intonato il loro coro per la Palestina libera. Un momento che, seppur breve, ha aggiunto ulteriore spessore politico a una giornata già densa di dichiarazioni implicite e esplicite. D’altronde il Concerto, promosso dai sindacati Cgil, Cisl e Uil con il tema portante del «Lavoro dignitoso», ha sempre ospitato anche interventi di natura sociale, ma raramente con un’incidenza così diretta sui fatti di attualità internazionale.
Emma Nolde, l’occasione mancata di Sanremo, e il «bouquet» di Carlo Conti
Tra le esibizioni più apprezzate dalla critica informale – quella delle pagelle diffuse in diretta – spicca quella di Emma Nolde. Cantautrice e musicista dalla cifra elegante, la sua assenza all’ultimo Festival di Sanremo è stata notata più volte: ci aveva provato, ma non è rientrata nel cosiddetto «bouquet» composto dal direttore artistico Carlo Conti. La piazza romana ha raccolto con entusiasmo il suo invito a cantare insieme, restituendo all’artista un calore che forse le era mancato nei mesi precedenti. Altri artisti, come Dutch Nazari e i Santamarea, hanno invece raccolto valutazioni contrastanti: il primo, pur senza colpire del tutto, ha ricordato la Flotilla (voto 6); i secondi sono stati premiati per il loro messaggio inclusivo (voto 9).
L’inno queer di BigMama e la parodia su Povia
La conduzione stessa, affidata anche a BigMama, ha offerto spunti non secondari: la rapper ha infatti proposto una parodia del noto brano di Povia, trasformandola idealmente in un inno a sfondo queer che ha trovato consenso tra il pubblico più giovane. Una scelta che, per certi versi, si inserisce nella tradizione del Concertone come luogo di sperimentazione e di rivendicazione identitaria, lontano dalle logiche più asettiche della tv generalista. Arisa, dal canto suo, aveva aperto la giornata con un omaggio a Lucio Dalla, interpretando «Futura» in una piazza già piena e reattiva, mentre i Pinguini Tattici Nucleari e Geolier hanno rappresentato la fascia di punta dell’intrattenimento musicale, confermando la loro capacità di catalizzare attenzione anche su palchi istituzionali come questo.




