Zarco incanta Le Mans, Marquez beffato: il venerdì della MotoGP francese regala sorprese e vecchie speranze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È bastato un venerdì di prove, quelli che solitamente si usano per limare gli asseti piuttosto che per lanciare proclami, per riportare indietro le lancette di un orologio che sembrava essersi fermato a un’altra epoca. Sul circuito Bugatti di Le Mans, teatro del quinto appuntamento stagionale della MotoGP, l’onda lunga del tifo francese ha spinto la Honda LCR di Johann Zarco fino al miglior tempo nelle prequalifiche, una prestazione che sa di déjà-vu per i locali, se si considera che proprio qui, dodici mesi fa, il cannese aveva interrotto un digiuno che durava da ottant’anni per un pilota transalpino nella classe regina. A godersi la scena, in questa calda giornata di maggio, non è stato però solo il pubblico, accorso numeroso per salutare i propri beniamini; a sorprendere è stata la sostanza del crono, visto che Zarco – con un tempo di 1’29”907 – ha avuto la meglio su un plotone di Ducati ufficiali e satelliti, confermando che la RC213V, nonostante le difficoltà croniche degli ultimi cicli, può ancora dire la sua su un tracciato che esalta la frenata e l’inserimento.

Il dominio inatteso della Honda e l’incubo Q1 per il campione

Se la prestazione di Zarco è stata una boccata d’ossigeno per il team di Lucio Cecchinello, dall’altra parte del box – e in quello ufficiale HRC – le facce sono decisamente meno distese. Per trovare una Honda davanti a tutti in entrambe le sessioni del venerdì, come sottolineato dagli addetti ai lavori, bisognerebbe forse tornare indietro al lontano 2020, prima del grave infortunio di Marc Marquez a Jerez. Eppure, la sorpresa più grande di questo avvio di Gran Premio non è solo il primato di Zarco, ma la crisi di risultati del campione del mondo in carica: il #93, nonostante guidi la Ducati ufficiale che lo scorso anno sembrava un rullo compressore, è scivolato in tredicesima posizione, costretto così a passare attraverso il tagliando della Q1 per giocarsi un posto in Q2. Una beffa, la sua, arrivata anche a causa di una bandiera gialla negli istanti finali – generata dalla caduta del compagno di squadra Pecco Bagnaia – che gli ha precluso la possibilità di limare quegli ultimi decimi che lo separavano dalla zona calda. Le sue parole al termine delle prove raccontano di un pilota in difficoltà: “Non riesco a spingere sull’anteriore come vorrei”, ha ammesso, aprendo uno spiraglio su un momento fisico e tecnico che appare ben lontano dagli standard a cui ci aveva abituato.

Bezzecchi e la concorrenza: equilibri serrati in classifica

A guardare la classifica dei tempi, invece, chi può dormire sonni relativamente tranquilli è il leader del mondiale, Marco Bezzecchi. Il pilota della Aprilia, sebbene non abbia cercato l’attacco al crono puro restando in sesta e settima posizione, ha dimostrato una solidità di passo che, sulla carta, gli consente di gestire il vantaggio in classifica. Subito dietro di lui, a tallonare la vetta, si sono messi in luce Fabio Di Giannantonio e Pecco Bagnaia, rispettivamente secondo e terzo, a dimostrazione che la Desmosedici, seppur non più dominante come nell’era precedente, possiede ancora un potenziale letale sul giro secco. C’è però un’altra Caduta di stile che ha segnato questa prima giornata: quella di Fabio Quartararo, l’altro idolo di casa, che con la sua Yamaha non è riuscito a entrare nella top ten, fermandosi al diciassettesimo posto e deludendo le aspettative di un intero paese che sperava in un duello tutto francese per la pole.

Il meteo in agguato e il valore aggiunto della Sprint

Mentre i meccanici smontano i dati dei telemetri, l’attenzione si sposta già sul programma del sabato, che come da copione non offre tregua. La vera incognita, a gettare un’ombra sulle gerarchie emerse in questo venerdì di sole, resta però l’arrivo annunciato della pioggia; un elemento, quest’ultimo, che lo scorso anno aveva già rivoluzionato le sorti della gara regalando proprio a Zarco una vittoria insperata e che potrebbe ora trasformare le qualifiche in una lotteria tecnica. Per Marc Marquez, in particolare, il rischio di dover affrontare la Q1 su asfalto bagnato rappresenta un ulteriore salto nel buio, considerando il margine ristretto con cui si gioca l’accesso alla fase decisiva. Il resto del weekend, insomma, si preannuncia come un banco di prova fondamentale per chi vuole rispondere presente alla caccia al titolo, con la Sprint Race di sabato che rappresenterà il primo, vero, termometro di questo equilibrio instabile.

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