Oltre 100 università Usa accusano Trump di "ingerenza politica" nel sistema educativo
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Redazione Esteri
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Più di cento atenei statunitensi, tra cui nomi illustri come Princeton e Brown, hanno sottoscritto una lettera congiunta in cui denunciano quello che definiscono un "intervento senza precedenti" da parte dell'amministrazione Trump nel mondo accademico. La mossa, coordinata dall’American Association of Colleges and Universities e dall’American Academy of Arts and Sciences, rappresenta l’ultimo capitolo di una battaglia che ha visto crescere le tensioni tra la Casa Bianca e alcune delle istituzioni più prestigiose del Paese.
«Parliamo con una sola voce», si legge nel documento, «contro l’ingerenza politica che minaccia l’autonomia dell’istruzione superiore». Le critiche arrivano a poche ore dalla decisione di Harvard di portare in tribunale il governo federale, dopo che quest’ultimo aveva bloccato fondi per miliardi di dollari, accusando l’università di non contrastare adeguatamente l’antisemitismo nei campus e di applicare criteri discriminatori nelle politiche di diversità e inclusione.
La controversia, che affonda le radici in mesi di attriti, ha assunto toni sempre più aspri, con Trump che più volte ha preso di mira le élite accademiche, colpevoli, a suo dire, di promuovere un’agenda politica lontana dagli interessi nazionali. Da parte loro, le università ribattono che l’autonomia didattica e di ricerca è garantita dal Primo Emendamento, violato, secondo Harvard, dalle pressioni del governo.
Mentre il caso giudiziario si avvia a diventare un banco di prova per i rapporti tra potere politico e istituzioni formative, il fronte degli atenei si è unito in una risposta collettiva, sottolineando come la posta in gioco non sia solo economica, ma riguardi la stessa indipendenza del sapere. Senza citare direttamente Trump, la lettera evoca un clima di "minaccia sistemica", in cui le interferenze rischiano di compromettere la libertà accademica.




