Trump usa l’antisemitismo per colpire l’Università della California, baluardo del pubblico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre l’amministrazione Trump intensifica la sua offensiva contro i principali atenei americani, accusati di essere roccaforti della sinistra "woke", un nuovo obiettivo si staglia all’orizzonte: la University of California (UCLA), simbolo dell’istruzione pubblica. Claudio Fogu, professore ordinario alla University of California, Santa Barbara, e direttore del Dipartimento di Francese e Italiano, è tra coloro che hanno subito le conseguenze di questa campagna. Il suo nome figura nelle liste di Canary Mission, organizzazione ebraica di estrema destra che scheda docenti, studenti e attivisti critici verso le politiche israeliane o le mosse di Trump.

"Far capitolare l’UCLA, il più importante ateneo pubblico degli Stati Uniti, servirebbe alla destra per spostare l’asse del sistema verso il privato", spiega Fogu, sottolineando come la strategia presidenziale miri a delegittimare non solo singole istituzioni, ma l’intero modello di istruzione accessibile. L’attacco, che ha già coinvolto Harvard, Columbia e Princeton, si è ora esteso alla California, dove la retorica sull’antisemitismo viene strumentalizzata per giustificare interventi repressivi.

A Harvard, la segretaria per la Sicurezza interna Kristi Noem ha minacciato di revocare i visti agli studenti stranieri – oltre il 27% del corpo accademico – se l’università non fornirà dati sulle loro "attività illegali". Parallelamente, la Casa Bianca ha sollecitato l’Internal Revenue Service a ritirare all’ateneo lo status fiscale agevolato, colpendo così una delle sue principali fonti di finanziamento.

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