Harvard fa causa a Trump dopo il blocco agli studenti stranieri: la magistratura ferma il provvedimento
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Redazione Esteri
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Un giudice federale ha sospeso con effetto immediato il divieto imposto dall’amministrazione Trump all’iscrizione di studenti internazionali all’università di Harvard, accogliendo il ricorso presentato dall’ateneo il 23 maggio. La decisione della giudice Allison Burroughs, emessa poche ore dopo la notifica della causa, rappresenta una prima battuta d’arresto per la stretta voluta dal presidente Donald Trump, che aveva revocato all’istituto la licenza per accogliere alunni stranieri.
Il provvedimento del Dipartimento per la sicurezza interna, annunciato il giorno precedente, avrebbe colpito quasi il 30% degli iscritti all’università, tra cui molti cinesi. "È ridicolo. Dovrà cambiare il suo modo di fare", ha replicato Trump, senza mostrare ripensamenti, dopo aver firmato una serie di ordini esecutivi nello Studio ovale. L’attacco all’ateneo – "Pagati miliardi di dollari. Studenti che non sanno fare 2+2" – rientra in una linea già consolidata, che vede il presidente prendere di mira istituzioni accademiche considerate avversarie.
La causa, depositata presso la Corte federale di Boston, contesta la legittimità della misura, definita arbitraria e lesiva degli interessi economici e culturali dell’università. Sebbene la sospensione sia temporanea, il ricorso potrebbe aprire un contenzioso più ampio sulle politiche migratorie dell’esecutivo, già al centro di numerose dispute legali. Intanto, la reazione di Pechino – da cui proviene una quota significativa degli studenti colpiti – non si è fatta attendere, con toni duri contro quella che viene percepita come una discriminazione.




