Intesa Sanpaolo nomina De Vita responsabile della cybersicurezza
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Redazione Economia
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Intesa Sanpaolo, una delle principali banche italiane, ha recentemente nominato Antonio De Vita, ex generale dei carabinieri, come nuovo responsabile della cybersicurezza. De Vita, che vanta un curriculum di quarantacinque anni nell'Arma e incarichi prestigiosi, tra cui il comando provinciale dei carabinieri di Torino dal 2006 al 2011, assume questo ruolo in un momento cruciale per la banca.
Nonostante le recenti notizie di accessi abusivi ai conti da parte di un dipendente, prontamente licenziato, Intesa Sanpaolo ha confermato che non vi è stato alcun problema di sicurezza informatica. La banca, infatti, si colloca tra le migliori posizioni internazionali per quanto riguarda la sicurezza informatica, grazie all'impegno delle sue 100.000 persone che lavorano per mantenere i livelli di eccellenza che pongono Intesa Sanpaolo ai vertici europei.
Parallelamente, Confindustria ha richiesto l'estensione del piano Transizione 5.0 ai progetti avviati nel 2023. Questo piano, istituito dall'articolo 38 del Decreto Legge 2 marzo 2024, n. 19, prevede un regime di credito d'imposta calcolato sulla somma degli investimenti eleggibili, con un limite di 50.000.000 di euro per ciascuna annualità. Tuttavia, l'avvio del piano è stato lento, con solo alcune decine di progetti che hanno avuto accesso alla misura nei primi mesi, per un credito d'imposta complessivo prenotato di circa 54 milioni di euro, a fronte dei 6,3 miliardi da utilizzare entro fine 2025.
Le ragioni di questo avvio stentato sono molteplici e includono incertezze normative, una procedura complessa, e difficoltà nel rispetto del principio del DNSH (Do No Significant Harm).




