Mutui più cari, colpa della tempesta perfetta tra Parigi e Francoforte

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Le famiglie italiane, già strette nella morsa del carovita, devono ora prepararsi a un esborso maggiore per accendere un mutuo. Ad agosto, l’interesse medio sui finanziamenti per l’acquisto della casa è infatti salito al 3,31%, un dato che interrompe bruscamente la fase discendente in atto da inizio 2024. A renderlo noto è l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, che fotografa una situazione paradossale: i tassi aumentano nonostante i recenti tagli decisi dalla Bce.

La spiegazione di questa anomalia, come sottolineato dal segretario generale della Fabi, Luigi Sileoni, risiede in un meccanismo di trasmissione della politica monetaria che si è inceppato. Le banche, infatti, si finanziano sui mercati wholesale, i cui costi sono influenzati da dinamiche ben più ampie delle semplici decisioni di Francoforte. A pesare, in questo caso, sono state le turbolenze finanziarie che hanno investito la Francia, con il conseguente aumento del costo del debito sovrano transalpino, e le ingenti spese per il salvataggio della banca tedesca Deutsche Bank, volute dal ministro delle finanze Christian Merz.

Intanto, a Bruxelles, le ambizioni di riforma sembrano arenarsi in un pantano di dichiarazioni inconcludenti. Dopo un anno di attesa, la conferenza congiunta tra Mario Draghi e Ursula von der Leyen, finalizzata a tradurre in fatti concreti il rapporto sull’economia dell’Ue, si è rivelata per molti un’occasione mancata. L’agenda di Super Mario, come riportato, è rimasta sostanzialmente chiusa, mentre la presidente della Commissione è stata smentita dalla sua vice, Teresa Ribera, su dossier cruciali: dalle politiche per l’auto a quelle fiscali per i colossi del tech.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.