Maltrattamenti in asilo nido a Benevento, indagate cinque educatrici

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’incredulità dei genitori, dopo aver lasciato i propri figli in un luogo ritenuto sicuro, si è trasformata in rabbia quando sono emersi i presunti maltrattamenti all’interno dell’asilo nido delle Battistine a Benevento. I fatti, che riguarderebbero bambini in una fascia d’età compresa tra i dieci mesi e i tre anni, hanno portato all’apertura di un’inchiesta della Procura della Repubblica e all’applicazione, per cinque educatrici, della misura cautelare del divieto di dimora. La scuola, gestita da suore, è stata temporaneamente chiusa, mentre i militari dell’Arma, che coordinano le indagini, stanno acquisendo ulteriori elementi a carico delle indagate.

La natura delle accuse e la reazione istituzionale

Il quadro investigativo, che definisce la condotta delle maestre come concorso in maltrattamenti aggravati, descrive episodi di violenza fisica e psicologica sui piccoli. Dalle prime ricostruzioni emergerebbero, tra gli altri comportamenti, strattonamenti violenti, il legare i bambini alle sedie e l’uso di schiaffi e insulti. L’ex ministro Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ha espresso il suo sconcorso, definendo i fatti “inaccettabili” e sottolineando come l’amarezza sia accresciuta dal coinvolgimento di un istituto a gestione religiosa. Mastella, nel ribadire la fiducia nel valore dell’educazione cattolica, ha però tenuto a precisare che episodi del genere non devono minare la credibilità di un intero settore, ricordandone il ruolo pedagogico e suppletivo nel Paese.

Le dinamiche e il contesto dell’istituto

Le cinque donne coinvolte, tre delle quali sono suore – due originarie del Madagascar e una delle Filippine – mentre le altre due sono insegnanti del luogo, si sarebbero rese responsabili, secondo l’accusa, di atti vessatori ripetuti. La scuola, che alcuni genitori e residenti hanno già ribattezzato con espressioni forti, è al centro di un’indagine che cerca di fare piena luce sulla durata e sulla reale estensione di tali comportamenti. Una scritta apparsa su uno striscione all’esterno dell’edificio ha condensato lo stato d’animo di parte della cittadinanza, segnando visivamente il trauma collettivo.

Lo sviluppo delle indagini e il clima in città

Le forze dell’ordine, come di consueto in casi così delicati, stanno procedendo con la massima riservatezza, analizzando ogni elemento utile a ricostruire la verità giudiziaria. La procura, che ha disposto la chiusura temporanea della struttura come misura immediata, valuterà i prossimi passi investigativi. Nel frattempo, nella città sannita, il dibattito si concentra sulla necessità di garanzie assolute per la sicurezza dei più piccoli, in ogni contesto educativo, mentre le famiglie direttamente coinvolte affrontano un percorso di comprensione e di dolore, lontano dai riflettori delle cronache.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.