Bibbiena, cinque maestre indagate per la morte del piccolo Leonardo all'asilo
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Redazione Interno
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Sono cinque gli avvisi di garanzia notificati dal personale dei carabinieri alle educatrici dell'asilo nido 'Ambarabà Ciccì Coccò' di Soci, frazione di Bibbiena, a seguito della morte del piccolo Leonardo Ricci, un bambino di due anni e mezzo. La tragedia, che ha sconvolto la quiete del paese aretino, si è consumata nel cortile della struttura, dove il bambino, durante un momento di gioco, è rimasto soffocato. L'incidente, stando a quanto ricostruito, è avvenuto a causa del laccetto della felpa indossata dal piccolo, il quale, impigliatosi in un ramo di un albero in seguito a una caduta, ne ha causato il strangolamento. Tra le persone raggiunte dall'avviso, un atto formale che segna l'inizio di un'indagine, figura anche la maestra che, per prima, aveva prestato soccorso al bimbo, una circostanza che aggiunge un ulteriore, drammatico tassello alla vicenda, tanto che l'educatrice stessa, in preda allo sconvolgimento, ha necessitato di cure al pronto soccorso.
Il provvedimento della procura in vista dell'autopsia
La consegna degli avvisi, disposta dalla procura di Arezzo, rappresenta un passaggio procedurale fondamentale, poiché consente alle cinque donne, ora formalmente indagate, di esercitare il diritto di nominare propri consulenti tecnici che le possano assistere durante l'autopsia. L'esame autoptico, che sarà eseguito nei prossimi giorni su disposizione del pubblico ministero Angela Masiello, titolare del fascicolo insieme alla procuratrice Gianfederica Dito, è atteso per far piena luce sulle dinamiche e sulle cause precise del decesso. L'attenzione degli investigatori, come è facile immaginare, si sta concentrando con scrupolo su ogni dettaglio, dalla conformazione del giardino alla tipologia di giochi presenti, senza tralasciare le condizioni della vegetazione, nella quale il cordino della giacca si è fatalmente annodato.
Le ipotesi investigative sul luogo della tragedia
Sebbene l'ipotesi di reato al momento contemplata sia quella di omicidio colposo, le indagini dovranno accertare con precisione le responsabilità, se esistono, nella sorveglianza dell'area esterna dove i bambini erano soliti trascorrere del tempo. L'episodio, per la sua natura assurda e improvvisa, ha riportato l'attenzione, e non è la prima volta, sulla sicurezza degli spazi dedicati all'infanzia, sollevando interrogativi profondi sui protocolli da seguire e sui potenziali pericoli, a volte sottovalutati, che possono celarsi in un ambiente apparentemente innocuo come un cortile alberato. La procura, che sta vagliando con attenzione ogni elemento, dovrà stabilire se vi fossero, come qualcuno avanza, carenze evidenti nella vigilanza o nella manutenzione del giardino, un aspetto sul quale i periti sono chiamati a esprimere il loro parere tecnico.
Il percorso giudiziario che attende le educatrici
Il procedimento, che muove i suoi primi passi, vedrà un momento cruciale proprio nell'esito dell'autopsia, il quale potrà fornire elementi decisivi per comprendere l'esatta sequenza degli eventi e la concatenazione delle cause che hanno condotto alla morte per soffocamento. Le cinque maestre, che si trovano ora al centro di un'indagine per un fatto di cronaca così luttuoso, dovranno affrontare un iter giudiziario la cui evoluzione è tutta da scrivere, mentre la struttura, come spesso accade in simili circostanze, rimane sotto la lente d'ingrandimento delle autorità competenti. L'atto della notifica, per quanto doloroso, segna l'avvio di un cammino volto all'accertamento della verità, un cammino che, in casi del genere, procede per gradi, senza fretta ma con la massima diligenza.




