Rast sesta a Mont-Tremblant, Robinson domina nella bufera

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L'ostica pista di Mont-Tremblant, avvolta dalla nebbia e battuta da fiocchi di neve, ha già decimato il lotto delle favorite nel primo gigante in programma in Québec, offrendo uno scenario dove la solidità ha prevalso sulla forza pura. La vallesana Camille Rast, autrice di una prova di buon livello se si considerano le difficili condizioni che hanno messo in seria difficoltà diverse atlete, ha chiuso la prima manche al sesto posto, staccata di un secondo e quattordici centesimi dalla capolista. Per ambire al podio nella finale, che si prospetta ancor più insidiosa, non le sarà concesso il minimo errore su un tracciato che, complici le intemperie e una tracciatura non semplice da interpretare, ha già fatto fuori nomi di peso.

Il tracciato canadese non perdona

La manche, che si è aperta con l’immediata e sorprendente eliminazione della leader di Coppa del Mondo di specialità e dell’olimpionica uscita di scena pochi istanti dopo, ha visto poche discese realmente precise e molti errori sui dossi, elementi che hanno ribaltato diversi pronostici. In questo contesto, la neozelandese Alice Robinson ha sciato con prudenza e determinazione, evitando rischi inutili e conquistando il comando con un vantaggio di trentatré centesimi sulla croata Zrinka Ljutic, la quale ha affrontato un percorso disegnato dal padre. A completare la top five, tutte entro il secondo di distacco, si sono piazzate la statunitense Mikaela Shiffrin – che sembra aver ritrovato il suo passo dopo un avvio di stagione non perfetto – la norvegese Thea Louise Stjernesund e la canadese Valérie Grenier.

Il bilancio delle azzurre

Per la spedizione italiana, il quadro è piuttosto variegato. Sofia Goggia, la cui presenza in un gigante è sempre evento di particolare interesse, si è portata in zona top ten, precisamente in decima posizione a un distacco di un secondo e ventisette, un piazzamento che le consente di giocarsi qualcosa nella seconda manche. Dietro di lei, Marta Zenere – una delle atlete su cui il tecnico ripone molte aspettative – non è riuscita a esprimersi al meglio, chiudendo ventiseiesima e fuori dalla cerchia delle trenta che accedono alla finale, un episodio che conferma le asperità del gigante canadese. Migliori, seppur lontane dalle prime, le prestazioni delle altre italiane: Beatrice Della Mea ventesima, Lara Ghisalberti ventiduesima e Chiara Collomb venticinquesima.

La sfida si sposta nella finale

Con la griglia per la seconda manche ormai definita, la gara si trasformerà in un duello di nervi e adattamento, dove Robinson cercherà di amministrare il piccolo ma significativo margine accumulato. Alle sue spalle, un gruppo compatto di inseguitrici, tra cui la stessa Rast e una Shiffrin apparentemente risorta, proverà a insidiare la prima posizione, mentre per Goggia l’obiettivo sarà concretizzare il suo avvio di gara cercando di risalire ulteriormente posizioni. La bufera, che ha già regalato colpi di scena, potrebbe non aver detto ancora l’ultima parola sul ghiaccio di Mont-Tremblant.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.