Il gigante che rivela caratteri e prospettive, tra conferme e rimonte
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Redazione Sport
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Nella fredda cornice di Mont Tremblant, il secondo gigante della tappa canadese di Coppa del Mondo ha disegnato un quadro di pura competizione, dove l’esito finale è stato il frutto di un confronto serrato, privo di sconti. A imporsi, in una prova di notevole equilibrio e precisione, è stata l'austriaca Julia Scheib, la quale, dopo una prima manche di ottimo livello, ha saputo gestire il vantaggio di soli sedici centesimi sulla rivale diretta Alice Robinson, consolidandolo nella seconda discesa fino a terminare con un margine di 78 centesimi sulla neozelandese. Tra le due si è inserita, a sorpresa per molti ma non per gli addetti ai lavori, la svedese Sara Hector, capace di recuperare terreno e di strappare il secondo gradino del podio, a dimostrazione che il suo Titolo olimpico non è stato un episodio isolato ma il culmine di un percorso costante.
Zenere e Della Mea, il segnale azzurro oltre i riflettori
Se il podio ha visto protagonisti nomi già attesi nell’élite della disciplina, gli sviluppi più significativi per lo sci italiano sono giunti da una zona leggermente più defilata, sebbene di grande prestigio. Asja Zenere, dopo una prestazione anonima nel gigante di sabato, ha saputo reagire con una determinazione ammirevole, mettendo insieme una discesa di pregevolissima fattura che l’ha portata a sfiorare il podio, arrivando a posizionarsi provvisoriamente addirittura davanti alla pluridecorata Mikaela Shiffrin. Un risultato, il suo, che non è un semplice fuoco di paglia ma il segno tangibile di una crescita tecnica e mentale, la quale consente ora di sognare obiettivi di alto profilo. A completare il quadro positivo c’è stata la rimonta di Lara Della Mea, la quale, partita con un pettorale alto, ha saputo limare il distacco dalle migliori, confermando di essere una presenza solida nel circo bianco e di poter puntare, insieme a Zenere, a risultati di rilievo nella classifica di specialità.
Goggia in attesa della sua arena naturale
Di tono diverso, invece, il bilancio della tournée nordamericana per Sofia Goggia, la quale, come spesso accade nelle porte larghe del gigante, non ha trovato la sintonia necessaria per lottare per le posizioni di vertice. L’ottavo posto ottenuto a Copper Mountain resta il suo miglior piazzamento in queste tre gare, un avvio di stagione che, considerate le sue aspettative e il suo calibro, appare chiaramente al di sotto delle potenzialità. Tuttavia, il suo percorso è tradizionalmente scandito da un calendario che aspetta le gare veloci per esprimere la sua vera essenza agonistica; motivo per cui l’attenzione si sposta ora sui prossimi appuntamenti in discesa e supergigante, discipline nelle quali la sua aggressività e la sua tecnica possono tornare a essere fattori determinanti.
Le classifiche e il duello a distanza per il globo di cristallo
Gli esiti delle gare in Québec hanno inevitabilmente movimentato le classifiche di specialità, dove la battaglia per il globo di cristallo del gigante si è fatta ancora più intrigante. Con due vittorie a testa, frutto di un dominio alternato sulle piste, Alice Robinson e Julia Scheib si presentano ora in perfetta parità, creando le premesse per un duello che potrebbe prolungarsi per tutta la stagione. Sul versante italiano, mentre Zenere e Della Mea si consolidano in zone di classifica rispettabili e promettenti, l’attenzione si sposterà presto sulle velocità, dove Goggia cercherà di inserirsi in una classifica generale che, per ora, vede Mikaela Shiffrin mantenere un controllo saldo e apparentemente incontrastato, nonostante la giornata sottotono in Canada.




