Pixel 11, il compromesso necessario: meno ram e niente “face id” per far quadrare i conti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’ecosistema degli smartphone premium si appresta ad accogliere, nel corso del prossimo agosto, la nuova generazione di dispositivi firmati Google, vale a dire la serie Pixel 11. Tuttavia, a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare da un top di gamma, le ultime indiscrezioni – filtrate attraverso il canale Telegram del noto leaker Mystic Leaks e riprese da diverse testate specializzate – dipingono il ritratto di un’ammiraglia che, per certi versi, arretra invece di avanzare. Il quadro che emerge è quello di un’azienda, quella di Mountain View, costretta a destreggiarsi tra l’ambizione tecnologica e la cruda realtà di una catena di approvvigionamento ancora instabile, dove la carenza di componenti, in particolare delle memorie, impone scelte di progettazione dolorose ma necessarie.

Il dato più evidente, e che salta immediatamente all’occhio sfogliando il lungo elenco delle specifiche tecniche, riguarda la memoria ram. Se il Pixel 10 aveva abituato il pubblico a configurazioni di partenza generose (12 GB per il modello base e 16 GB per i Pro), il successore segna un netto passo indietro. Stando al leak, il Pixel 11 standard sarebbe proposto con soli 8 GB di ram, mentre le varianti più performanti – Pixel 11 Pro, Pro XL e Pro Fold – abbasserebbero l’asticella a 12 GB di base, relegando i 16 GB a una seconda configurazione opzionale. Una riduzione – se vogliamo – significativa, che sacrifica la pura potenza bruta sull’altare della sostenibilità produttiva, dimostrando come nessun colosso tech sia completamente immune alle crisi globali del settore dei semiconduttori.

Il chip Tensor G6 e la rinuncia al “face id”

Parallelamente alla riduzione della ram, un’altra attesa novità sembra destinata a rimanere tragicamente incompiuta. Da mesi si rincorrevano voci insistenti relative a “Project Toscana”, una tecnologia di riconoscimento facciale tridimensionale – paragonabile per sofisticazione al Face ID di Apple – che avrebbe dovuto fare il suo debutto proprio su questi modelli. Ebbene, la doccia fredda arriva direttamente dalle rivelazioni di Mystic Leaks, il quale asserisce senza mezzi termini che la soluzione non è semplicemente pronta per il mercato. Google avrebbe quindi deciso di accantonare l’ipotesi, continuando a fare affidamento sui metodi di sblocco biometrico tradizionali, forse più rodati ma sicuramente meno sicuri e performanti in condizioni di scarsa illuminazione.

Per compensare – almeno in parte – queste rinunce, l’ingegneria di Google sembra aver puntato tutto su un altro cavallo di battaglia, ovvero il comparto fotografico e l’elaborazione dati. Il cuore pulsante della gamma sarà il nuovo chip Tensor G6 (nome in codice Malibu), realizzato da TSMC con il rivoluzionario processo a 2 nanometri. Una scelta, quella del nodo produttivo, che promette un balzo in avanti in termini di efficienza energetica, anche se la GPU scelta (una PowerVR C-Series CXTP-48-1536) lascia più di un dubbio, essendo basata su un’architettura risalente al 2021. Sul fronte dell’intelligenza artificiale e dell’imaging, invece, ci si attendono progressi notevoli grazie all’integrazione di una nuova TPU (Tensor Processing Unit) e di un ISP proprietario aggiornato, elementi fondamentali per supportare i nuovi sensori.

Pixel Glow: il ritorno dei led e le schede tecniche nel dettaglio

Novità anche sul fronte del design, dove Google sembra voler omaggiare (o forse emulare) il concetto di interfaccia luminosa reso celebre da Nothing. Con il cosiddetto “Pixel Glow”, la barra posteriore delle fotocamere ospiterà un array di LED RGB di piccole dimensioni, che potrà fungere da indicatore luminoso per le notifiche o per segnalare visivamente quando l’assistente Gemini è in ascolto. In controtendenza rispetto a questa aggiunta c’è invece l’eliminazione del sensore di temperatura – presente sui modelli Pro dalla decima generazione – che gli ingegneri hanno deciso di rimuovere per fare spazio proprio ai nuovi led.

Scendendo nel dettaglio delle singole configurazioni trapelate, i numeri diventano più concreti. Il Pixel 11 base (nome in codice Cubs) monterà un display oled da 6.3 pollici con risoluzione FHD+ e una batteria da 4.840 mAh. Salendo di livello, il Pixel 11 Pro (Grizzly) sfoggerà un pannello LTPO da 6.3 pollici con risoluzione maggiore (1280 x 2856) e una batteria leggermente più piccola, attestata sui 4.707 mAh. Per chi cerca il formato extra large, il Pixel 11 Pro XL (Kodiak) offrirà un display da 6.8 pollici e una batteria da 5.000 mAh. Chiude il quadro il modello pieghevole Pixel 11 Pro Fold, dotato di doppio schermo oled e di una batteria nominale da 4.658 mAh. Tutti e quattro i modelli condivideranno lo stesso chipset, il modem MediaTek M90 (abbandonando quindi le vecchie soluzioni Samsung) e il chip di sicurezza Titan M3.

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