Gus Van Sant, ovazione a Venezia per "Dead Man's Wire" e il premio Campari
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Gus Van Sant, regista simbolo di un cinema indipendente che ha segnato intere generazioni, ha ricevuto il Campari Passion for Film Award nell’ambito dell’82esima Mostra del Cinema di Venezia. L’evento, che ha sancito il suo ritorno alla regia dopo sette anni di assenza dalle platee, è coinciso con la presentazione in prima mondiale del suo ultimo lavoro, "Dead Man’s Wire", proiettato fuori concorso nella sala Darsena.
Il film, che vede un cast di primo piano comprendente nomi del calibro di Al Pacino, Bill Skarsgård e Colman Domingo, ripercorre una storia vera di cronaca nera dagli accenti drammatici, ispirata alle vicende di Tony Kiritsis. La pellicola, che il regista ha sviluppato con la consueta cifra stilistica, affronta senza mezzi termini il complesso rapporto tra l’individuo e le istituzioni economiche, in una narrazione che si dipana tra gli anni Settanta e le loro tensioni sociali.
L’accoglienza del pubblico veneziano è stata calorosissima, sfociata in un’ovazione al momento della comparsa dei titoli di coda; questi rivelano, in una didascalia conclusiva, come la Meridian Mortgage – la società di riscossione mutui al centro della controversia narrata – abbia cessato la propria attività pochi anni dopo i fatti rappresentati. Un epilogo che ha aggiunto un ulteriore strato di significato alla proiezione.




