Forza Horizon 6, l’addio alle vecchie console apre a una personalizzazione senza precedenti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non si finisce mai di imparare, e in effetti nella lunga carriera di chi scrive di corse – ventitrè anni a raccontarle, quasi quaranta a viverle da giocatore – capita ancora di imbattersi in espressioni mai sentite prima. L’ultima, in ordine di tempo, arriva da Playground Games e si chiama “vibe driving”. Il termine, coniato dal design director Torben Ellert per descrivere una fetta silenziosa ma sterminata di utenza, fotografa un fenomeno semplice: quelli che salgono in macchina, premono l’acceleratore e sfrecciano attraverso l’open world senza un obiettivo preciso se non quello di godersi il viaggio. Lo sviluppo di Forza Horizon 6, e in particolare la costruzione del suo Giappone, ha preso atto di questa tendenza, strutturando un’esperienza che non punisce chi sceglie di non seguire la scaletta del festival, ma anzi lo ricompensa per la semplice esplorazione.

A rendere possibile questo equilibrio tra libertà assoluta e progressione strutturata, c’è una scelta tecnica che ha fatto discutere ma che ora si rivela cruciale: l’abbandono della precedente generazione di console. Concentrando lo sviluppo esclusivamente sulle piattaforme attuali, il team ha potuto accontentare alcune fra le più frequenti richieste degli appassionati, come le decalcomanie applicate ai vetri – una funzione che, per essere implementata, ha richiesto di tornare a ritoccare ogni singolo modello presente nel gioco. Non solo: anche il celebre e talvolta discusso kit Forza Aero è stato completamente rivisitato, con splitter anteriori ora disegnati su misura per ogni carrozzeria e alettoni modernizzati che seguono le linee dei singoli veicoli, abbandonando quell’aspetto “taglia unica” che aveva stancato i puristi.

L’officina diventa un laboratorio di stile, e finalmente anche i vetri parlano

Il video diario pubblicato da IGN ha messo in luce un sistema di personalizzazione che punta a portare la libertà creativa a un livello mai visto nella serie. Al lancio, i giocatori potranno intervenire su oltre 550 vetture – il parco auto iniziale più ricco di sempre per un Forza Horizon – modificandone l’aspetto con componenti sostitutivi, vernici e vinili. L’evoluzione più evidente riguarda proprio le decalcomanie: se in passato si poteva decorare solo la carrozzeria, ora il confine si allarga includendo i vetri, con la possibilità di regolarne l’opacità a piacere, fino a coprirli completamente se si desidera un effetto più estremo.

L’atelier di verniciatura, inoltre, è stato ripensato per ridurre la complessità di navigazione. I materiali metallici, le nuove finiture “candy” e le scaglie pesanti sono ora accessibili con pochi trigger, e i giocatori potranno salvare una tavolozza di colori preferiti per accelerare il lavoro sui livree complesse. Sul fronte dei cerchi, le novità sono altrettanto sostanziali: oltre cento nuovi modelli fanno il loro ingresso, con la particolarità di poter montare jante differenti tra l’asse anteriore e quello posteriore, una funzione richiesta a gran voce dagli appassionati di drift e delle configurazioni “time attack” del mondo reale. Per le piccole kei car giapponesi, infine, arriva la possibilità di effettuare swap con motori motociclistici, un’aggiunta che promette di portare in dote sonorità inedite e regimi di rotazione da capogiro.

Tokyo come non l’avete mai vista, tra corse spontanee e ritmo rilassato

L’abbandono delle console precedenti ha liberato risorse anche nella gestione del mondo di gioco, ambientato in un Giappone che gli sviluppatori descrivono come ricco e vivace. L’introduzione delle gare a cronometro (time attack) rappresenta un esempio lampante di come Playground intenda ridurre le barriere: non ci sono caricamenti o lobby, basta raggiungere uno dei circuiti permanenti sparsi per la mappa e iniziare a girare, con tanto di classifiche integrate nel mondo che danno priorità agli amici. Stesso discorso per le drag race, nate dalla consapevolezza che i giocatori amano confrontarsi spontaneamente ai semafori.

Ellert e il suo team hanno voluto ribaltare la logica dei vecchi capitoli, dove a volte ci si trovava di fronte a una mappa vuota perché non si era eseguita una specifica missione. In Forza Horizon 6, se un giocatore decide di non seguire la scaletta del festival e limitarsi a guidare per il gusto di farlo, il gioco lo segue, gli fa guadagnare crediti e lo fa progredire comunque. Questa filosofia ha permesso di introdurre una struttura di progressione più classica all’interno del festival vero e proprio – dove le classi di auto vengono sbloccate gradualmente – senza che questa venga percepita come una gabbia per chi preferisce esplorare liberamente.

Supporto a lungo termine e un futuro che guarda avanti

Con una data di uscita fissata per il 19 maggio 2026, Forza Horizon 6 si candida a essere un pilastro del parco giochi digitale per i prossimi anni. La decisione di tagliare i ponti con Xbox One non è stata dettata solo da esigenze estetiche, ma anche dalla volontà di garantire un supporto post-lancio più solido e duraturo. Le evoluzioni tecnologiche introdotte con il quinto capitolo vengono portate avanti, ma l’assenza dei vincoli legati all’hardware meno potente consente di pensare a un programma live service più ambizioso, con aggiornamenti e contenuti che potranno spingersi oltre quanto visto in passato.

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