Il Papa sulla strage di Doha: «Situazione molto grave, preghiamo per la pace»
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Redazione Esteri
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Papa Leone XIV, in un intervento carico di apprensione, ha definito «veramente gravi» le notizie riguardanti il bombardamento israeliano a Doha, episodio che segna un pericoloso punto di non ritorno nel già intricato conflitto. Le sue parole, rilasciate in un contesto informale, hanno sottolineato l’incertezza del momento: «Non sappiamo dove vanno le cose», ha osservato il Pontefice, esortando però alla preghiera e a un rinnovato impegno per la pace, unica via perseguibile in uno scenario che, di ora in ora, sembra complicarsi ulteriormente.
L’attacco, rivendicato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha colpito nel pomeriggio di ieri un edificio della capitale qatariota, dove erano riuniti alcuni tra i principali esponenti di Hamas. L’obiettivo dichiarato era il gruppo che controlla la Striscia di Gaza, i cui leader, ha tuonato Netanyahu, «non godranno più di alcuna immunità», da nessuna parte. L’azione militare, che ha causato la morte di cinque persone secondo le fonti dell’organizzazione, tra cui figura anche il figlio di un alto esponente politico, ha interrotto bruscamente le trattative per un cessate il fuoco mediate dagli Stati Uniti.
La reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere, con le Nazioni Unite che hanno convocato d’urgenza il Consiglio di Sicurezza per condannare un’operazione giudicata destabilizzante. Il Qatar, nazione mediatrice, si è trovato così nel ruolo inedito di teatro di un’azione bellica diretta, un fatto che getta un’ombra lunga sulle già complesse dinamiche diplomatiche della regione. L’episodio, al di là delle immediate conseguenze, rischia di innescare una spirale di violenza difficilmente contenibile.




