Juventus, Carnevali difende Spalletti dopo il ko di Sassuolo: «Cambiare allenatore non è nel mio spirito»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta rimediata dalla Juventus sul campo del Sassuolo ha lasciato strascichi pesanti all’interno dell’ambiente bianconero, alimentando un dibattito che coinvolge tanto la panchina di Luciano Spalletti quanto le prospettive di una stagione appena iniziata. Il 3-2 maturato al Mapei Stadium, maturato in extremis dopo che i bianconeri avevano due volte raggiunto il pareggio, ha riportato al centro delle discussioni le carenze strutturali di una squadra che, secondo diversi osservatori, fatica a trovare equilibri duraturi.

Il direttore di Tuttosport Guido Vaciago ha parlato di prestazione «quasi dilettantistica» per l’atteggiamento con cui i giocatori si sono buttati in avanti, evidenziando l’assenza di figure capaci di tenere insieme il gruppo nei momenti decisivi.

A raffreddare le voci circolate nelle ore successive al passo falso è intervenuto Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale del club, ai microfoni di Radio Anch’io Sport. Il dirigente ha offerto una lettura articolata della situazione, respingendo ogni ipotesi di ribaltone tecnico: «Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari».

Carnevali ha poi aggiunto che nel calcio esistono i cicli, con fasi di apice e momenti di difficoltà dai quali occorre uscire con lucidità, definendo Spalletti «un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto». La linea indicata dalla dirigenza è dunque quella della continuità, pur nella consapevolezza che il percorso di crescita possa comportare ulteriori battute d’arresto. Sul piano degli obiettivi, il messaggio resta inequivocabile: «Vincere, le chiacchiere contano poco e nulla».

Carnevali non ha nascosto una valutazione critica della prestazione, ammettendo che «se guardiamo il risultato è sicuramente negativo» e che la squadra ha commesso errori che una formazione del calibro della Juventus non può permettersi. La ricerca ossessiva della vittoria, ha spiegato, ha finito per compromettere l’equilibrio complessivo contro un avversario che ha saputo sfruttare le occasioni concesse.

Il dirigente ha però individuato anche un elemento positivo nello spirito con cui i giocatori hanno cercato il risultato fino all’ultimo minuto, auspicando che la lezione serva da insegnamento. Ha inoltre distribuito le responsabilità sull’intero gruppo, evitando di concentrare le critiche sul solo reparto difensivo.

Sul piano del gioco, le analisi della stampa sportiva hanno evidenziato difficoltà ricorrenti a centrocampo, reparto nel quale la squadra appare carente di qualità, coraggio e personalità. La mancanza di figure capaci di dettare i tempi e di garantire copertura davanti alla difesa è emersa con nettezza nelle ultime uscite, complice l’assenza di giocatori esperti in quel settore del campo. Il calendario, d’altronde, non concede tregue: giovedì è in programma l’impegno di Europa League contro il NEC Nijmegen, mentre in campionato si prospetta una sfida delicata contro l’Atalanta.

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