Carnevali chiude alla panchina: «Cambiare allenatore non è nel mio spirito»
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Redazione Sport
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La sconfitta della Juventus sul campo del Sassuolo ha riacceso le discussioni attorno alla posizione di Luciano Spalletti, ma l'amministratore delegato e direttore generale del club bianconero, Giovanni Carnevali, ha spento sul nascere qualsiasi ipotesi di avvicendamento in panchina. Intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io Sport, il dirigente ha spiegato la propria posizione con parole nette, rivendicando una visione gestionale che privilegia la programmazione rispetto alle reazioni emotive dettate dai risultati.
La fiducia nella programmazione
«Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari». La dichiarazione di Carnevali non lascia spazio a interpretazioni: l'attuale dirigenza juventina non intende seguire la strada dei cambi in corsa, una scelta che il dirigente ha motivato anche richiamando la propria esperienza pregressa.
Durante i dodici anni trascorsi al Sassuolo, infatti, Carnevali ha gestito un solo esonero effettivo nonostante sulla panchina emiliana si siano alternate sette guide tecniche diverse. Un dato che testimonia come la sua filosofia dirigenziale sia improntata alla continuità e alla valorizzazione dei percorsi di crescita, piuttosto che all'instabilità delle panchine.
L'analisi della sconfitta e le responsabilità
Sul piano tecnico, Carnevali non ha cercato attenuanti per la prestazione offerta dalla squadra a Reggio Emilia. «Se guardiamo il risultato, è sicuramente negativo: abbiamo commesso vari errori che la Juventus non può fare, pur creando occasioni». Il dirigente ha poi aggiunto che la partita contro il Sassuolo rappresenta «parte del percorso di crescita di squadra e società», sottolineando come la ricerca della vittoria a tutti i costi abbia finito per far perdere equilibrio contro un avversario di valore.
Di positivo, ha osservato, resta «lo spirito di trovare a tutti costi il risultato», con l'auspicio che la battuta d'arresto possa servire da insegnamento. Quanto alle responsabilità, Carnevali ha voluto distribuirle sull'intero gruppo: «Le colpe non sono solo della difesa ma di tutti noi».
Un dirigente arrivato dal Sassuolo
La figura di Carnevali si è consolidata proprio durante la lunga parentesi al Sassuolo, società di cui è stato uno degli artefici principali della crescita. Nel corso della sua gestione sono transitati talenti che hanno poi alimentato le casse del club, mentre sulla panchina emiliana si sono avvicendati tecnici come Eusebio Di Francesco, Roberto De Zerbi e Fabio Grosso.
La sua nomina a guida manageriale della Juventus, annunciata lo scorso giugno, era stata accompagnata dalla volontà di rafforzare il progetto sportivo e industriale bianconero, in un'ottica di sostenibilità e valorizzazione delle risorse. La stabilità tecnica rappresenta, in questa prospettiva, un elemento coerente con il percorso intrapreso dalla dirigenza.
La posizione di Spalletti
Luciano Spalletti, che guida la Juventus dal suo arrivo sulla panchina bianconera, ha rinnovato il proprio contratto fino al 30 giugno 2028, come ufficializzato lo scorso aprile. Il tecnico toscano ha raccolto finora 17 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte tra tutte le competizioni, numeri che avevano convinto la società a proseguire il rapporto. La fiducia espressa da Carnevali si inserisce dunque in un quadro contrattuale già definito e in una linea di continuità che il dirigente ha rivendicato come tratto distintivo del proprio operato.
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