Chiellini chiude alla Nazionale: "Felice del mio ruolo alla Juventus, voglio supportare Carnevali"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre nella sede della Figc si consumava l'ennesimo capitolo di una crisi che sta tenendo banco nel calcio italiano, Giorgio Chiellini ha scelto di fare chiarezza una volta per tutte. L'ex difensore, attualmente Chief Club Affairs Officer della Juventus, si è presentato davanti ai cronisti presenti in Via Allegri con un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni, spegnendo sul nascere le voci che lo volevano come prossimo direttore tecnico della Nazionale.

I tifosi, e non solo loro, si erano ormai abituati a vedere una bandiera del club schierarsi con la squadra o intervenire sulle dinamiche di calciomercato, ma da qualche tempo il suo ruolo si è fatto più defilato, per quanto non immediatamente percepibile all'occhio del popolo bianconero; la spiegazione, in realtà, è piuttosto lineare e affonda le radici in una scelta di campo che Chiellini ha ribadito con fermezza all'indomani delle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo.

La presa di posizione: "Sono contento del mio incarico, basta voci"

Era da qualche giorno che il nome dell'ex capitano della Juventus circolava con insistenza per il ruolo di direttore tecnico della Nazionale, una suggestione alimentata dal vuoto lasciato dopo il passo indietro dei due dirigenti, decisi a lasciare gli incarichi in seguito al naufragio del progetto che vedeva Andrea Pirlo favorito per la panchina.

L'ipotesi era stata avanzata come una delle soluzioni più credibili per ricostruire un organigramma tecnico in grado di traghettare gli azzurri verso i prossimi impegni internazionali; Chiellini, però, entrando nella sede della Figc per il consiglio federale, ha voluto mettere i puntini sulle "i".

"Ci tenevo a precisare, dopo le notizie dei media in questi giorni, che io sono molto felice del mio ruolo alla Juventus e a supporto di Carnevali e del club nel presente e nel futuro" ha dichiarato Chiellini, che ha così tagliato corto con una candidatura che, per quanto suggestiva, non rientrava nei suoi piani.

Un intervento che arriva in una giornata particolarmente calda per la Federazione, dove il presidente Giovanni Malagò è chiamato a ricomporre un mosaico che si è improvvisamente frantumato; per Chiellini, invece, la priorità resta il progetto bianconero e il rapporto di fiducia con l'amministratore delegato Carnevali.

L'addio di Maldini e Leonardo: cosa succede in Figc

La giornata di ieri aveva segnato una cesura profonda nello scenario della Nazionale, con le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo che hanno di fatto spazzato via un progetto tecnico nato solo qualche settimana prima. La scintilla che ha innescato la reazione a catena è stata il definitivo stop alla candidatura di Andrea Pirlo, una scelta che ha messo in luce un contenzioso di fondo tra il presidente Malagò e i due ex dirigenti del Milan, i quali avevano puntato su profili diversi rispetto a quelli poi ritenuti percorribili dalla Federcalcio.

Alla base del no, come emerso in queste ore, ci sarebbero state ragioni legate a presunte incompatibilità relative al contratto di sponsorizzazione di Pirlo con un'azienda russa, un caso che ha finito per assumere contorni politici e che ha portato a un botta e risposta tra il numero uno della Figc e il ministro dello Sport Andrea Abodi.

Di fronte a questo scenario, il presidente Malagò si è ritrovato a dover ricucire uno strappo che ha lasciato la Nazionale senza un direttore tecnico e senza un ct, con l'urgenza di individuare nuovi nomi per ripartire; in questo contesto, il nome di Chiellini era emerso come una delle opzioni più solide, ma la risposta dell'ex difensore è stata secca e inequivocabile, spostando l'attenzione su altre soluzioni che la Federazione sta valutando in queste ore.

Meno campo e mercato, più politica: il nuovo corso di Chiellini

La scelta di Chiellini, in realtà, non rappresenta una novità per chi segue con attenzione le sue mosse da quando ha appeso gli scarpini al chiodo. Dopo il ritiro, l'ex difensore ha intrapreso un percorso che lo ha progressivamente allontanato dalle dinamiche quotidiane del campo e del calciomercato, per abbracciare una dimensione più istituzionale e politica, quella che gli consente di influenzare il gioco da una prospettiva diversa.

Non a caso, Chiellini è stato eletto consigliere federale in quota Lega Serie A, un incarico che lo vede impegnato nelle assemblee di Lega a fianco dell'ad Carnevali e in una serie di eventi istituzionali che gli permettono di rappresentare il club su un palcoscenico più ampio; la sua figura, in questo senso, si è fatta sempre più simile a quella di un "ministro degli esteri" bianconero, chiamato a tessere relazioni con la Uefa e l'Eca.

La decisione di non lasciarsi tentare dalla sirena della Nazionale, quindi, va letta in questa ottica: Chiellini ha scelto di essere un punto di riferimento stabile per la Juventus in un momento di transizione, convinto che il suo contributo possa essere più prezioso in una veste che unisce la competenza tecnica a quella politica, piuttosto che in un ruolo di primo piano nell'organigramma della Figc.

Mentre a Roma il consiglio federale cerca di trovare una quadra, con i nomi di Roberto Mancini e Antonio Conte che restano i favoriti per la panchina e con l'ipotesi di un direttore tecnico che potrebbe essere individuato in un altro profilo, Chiellini è già proiettato verso il suo futuro in bianconero.

La sua risposta, del resto, non fa che confermare la linea di un uomo che, pur essendo ancora un simbolo del calcio italiano, ha scelto di vivere il presente con un piede saldo a Torino, lontano dalle turbolenze politiche della Federazione e concentrato su un progetto che, a suo dire, lo soddisfa pienamente. La stagione che verrà, per lui, sarà ancora una volta all'insegna del supporto al club, tra riunioni di Lega e incontri istituzionali, in un ruolo che, seppur meno visibile, appare sempre più centrale per gli equilibri della Juventus del futuro.

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