La scarcerazione dei condannati per la morte di Martina Rossi suscita indignazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   >La recente scarcerazione di Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, condannati per aver causato la morte di Martina Rossi, ha suscitato indignazione. Martina, una studentessa di architettura di 20 anni, è morta precipitando dalla sua stanza d'albergo a Palma de Maiorca, mentre cercava di sfuggire a un tentativo di stupro.

La reazione delle attiviste

Le attiviste di Non Una di Meno del Ponente Ligure hanno espresso la loro solidarietà ai genitori di Martina, Bruno e Franca, definendo la scarcerazione dei due giovani un affronto. Hanno annunciato che l'8 marzo scenderanno in piazza anche per Martina, sottolineando che la giustizia dei tribunali non sarà mai la loro giustizia.

Il dolore dei genitori

I genitori di Martina, Bruno Rossi e Franca Murialdo, vivono un'altra stazione del calvario che dura da quasi 13 anni, da quando il 3 agosto 2011 furono avvertiti del tragico volo della figlia. Nonostante l'età avanzata, 84 anni lui e 77 lei, non si sono mai fermati nella loro corsa ad avere giustizia. La notizia della scarcerazione dei due giovani, condannati in via definitiva a 3 anni per tentato stupro di gruppo, è stata un duro colpo.

La delusione di Bruno Rossi

Bruno Rossi, il padre di Martina, ha espresso la sua delusione per la scarcerazione dei due giovani, sottolineando che in Italia solo i poveri vanno in prigione, mentre i ricchi non ci vanno. Ha anche lamentato il fatto che i due condannati non hanno mai chiesto scusa per quello che hanno fatto. Nonostante tutto, non si perde d'animo e continua a lottare per la giustizia per sua figlia.

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