Il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo arrestato per tentato omicidio: «Chi sbaglia paga»
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Redazione Interno
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L’alba del 7 maggio 2026 ha segnato una svolta drammatica nella vicenda giudiziaria che coinvolge il clan dei giovanissimi nei vicoli del centro storico di Napoli: Francesco Pio Bianco, diciottenne figlio della nota content creator Rita De Crescenzo, è finito in manette insieme ad altri sei coetanei in un’operazione condotta dalla Squadra Mobile. Il provvedimento, che esegue un’ordinanza di custodia cautelare, scatta per ipotesi di reato che fanno tremare i polsi – tentato omicidio, porto abusivo e detenzione di armi da fuoco – tutti aggravati, stando a quanto si apprende dagli atti investigativi, dall’articolo 416 bis del codice penale, ossia dalla cosiddetta «aggravante del metodo mafioso». A dare la notizia, scavalcando di fatto i tradizionali canali istituzionali, è stata la madre del ragazzo in persona: un video pubblicato sul suo profilo TikTok – mentre si trovava in vacanza a Sharm el-Sheikh – l’ha mostrata provata, con la voce rotta, confessare ai propri follower la disperazione e, allo stesso tempo, un inaspettato senso di sollievo.
Il regolamento di conti del giugno 2025 e la caccia nelle strade
Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura per i minorenni di Napoli, hanno ricostruito un clima di guerriglia urbana che sembra uscito da un film noir. Il fatto scatenante risale al 26 giugno 2025, quando in via Rosario a Portamedina – cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli – si è consumato un inseguimento a bordo di scooter tra bande rivali. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Francesco Pio Bianco (soprannominato "Checco" o "Kekko") avrebbe partecipato attivamente allo scontro, esplodendocolpi d’arma da fuoco contro un giovane che, a sua volta armato, li stava tallonando. Un conflitto a fuoco che non ha causato vittime, ma che ha gettato luce su una spirale di violenza fatta di accoltellamenti e sparatorie, culminata poi il 16 febbraio 2026, quando lo stesso Bianco è stato accoltellato alla coscia sinistra in vico Montesanto in quella che gli investigatori definiscono una chiara azione di ritorsione.
Il ritrovamento della droga e le perquisizioni lampo
Durante il blitz eseguito alle prime luci dell’alba – che ha visto impiegati anche reparti cinofili, droni e un’unità eliportata – gli agenti hanno effettuato perquisizioni che hanno restituito un quadro desolante dello spaccio minorile. In una delle abitazioni sottoposte a controllo, i poliziotti hanno rinvenuto una grossa busta contenente circa un chilogrammo di marijuana, già suddivisa in gran parte in dosi pronte per lo smercio al dettaglio; materiale per il confezionamento è stato sequestrato a carico di uno degli indagati, che all’arrivo degli uomini della legge avrebbe tentato goffamente di disfarsi dello stupefacente. Un ritrovamento che aggiunge un ulteriore tassello all’ipotesi accusatoria, secondo cui il gruppo – alcuni dei quali erano minorenni all’epoca dei fatti – cercava di imporre il proprio controllo sul territorio attraverso la combinazione pericolosissima di armi e droga.
La madre tra disperazione e professioni di legalità
Rita De Crescenzo, diventata celebre per i suoi video virali e per la sua spiccata presenza social, ha trasformato l’arresto del figlio in un’ennesima performance mediatica dai contorni ambivalenti. «Non sapevo più cosa fare con Francesco, ma è venuto il giorno: stamattina alle 5 lo hanno arrestato», ha detto nel filmato, sottolineando di essere già preparata all’evento grazie al colloquio con i propri legali. «Sono una mamma cambiata, una mamma disperata – ha proseguito –, mi sono sempre dissociata da quello che faceva. Purtroppo chi sbaglia paga e lo Stato fa il suo dovere». Parole – «Gesù mi ha dato la grazia» – che sembrano voler trasformare la carcerazione in una sorta di redenzione forzata, ma che arrivano a pochi mesi da un episodio rivelatore: già nel 2023, quando il ragazzo era ancora minorenne, si era allontanato da una comunità di accoglienza, e la madre aveva insultato pubblicamente i servizi sociali che avevano disposto l’allontanamento. Un depistaggio emotivo, quello della tiktoker, che non cancella però la dinamica tipicamente camorristica contestata dalla Dda: sette arresti, una faida tra giovanissimi e un figlio che, secondo gli inquirenti, ha cercato di uccidere per affermare il proprio potere sul selciato.




