Scambio provette nella Pma al San Raffaele: chiesto più controllo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lo scambio di provette nella Pma al San Raffaele di Milano ha portato alla sospensione temporanea del laboratorio di Embriologia della struttura e ha riaperto il confronto sui sistemi di sicurezza nei centri di procreazione medicalmente assistita. L’errore umano, avvenuto lo scorso 23 luglio durante un trasferimento embrionario, ha causato l’impianto dell’embrione sbagliato a una paziente, con un intervento successivo per ridurre il rischio di una gravidanza con un figlio non suo. La vicenda è stata resa nota dopo l’accaduto e ha coinvolto il ministero della Salute e la Regione Lombardia, tramite Ats, che hanno disposto lo stop temporaneo delle attività del laboratorio per 15 giorni.

Il caso San Raffaele e la richiesta di maggiore sicurezza nella Pma

Il caso dello scambio di provette verificatosi presso il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha riportato l’attenzione sulla necessità di garantire maggiore tracciabilità nei percorsi di Pma. Secondo Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), è necessario valutare l’opportunità di rendere obbligatorio il sistema Witness in tutti i centri che effettuano queste procedure. La richiesta nasce dalla necessità di aumentare i livelli di controllo nelle diverse fasi del percorso, dal trattamento dei campioni fino al trasferimento embrionario, attraverso strumenti pensati per ridurre il rischio di errori.

La Procreazione Medicalmente Assistita viene utilizzata in misura crescente in Italia: ogni anno vengono eseguiti circa 100mila cicli. All’interno di questo contesto, la possibilità di uno scambio della provetta, secondo le stime riportate, si verifica in circa un caso ogni 15mila, anche se di molti episodi non si viene a conoscenza. La Società Italiana della Riproduzione evidenzia quindi la necessità di intervenire sui meccanismi di sicurezza per ridurre ulteriormente la possibilità che eventi simili possano verificarsi nei centri specializzati.

Il sistema Witness e i controlli nei centri di riproduzione

La proposta avanzata dopo il caso di Milano riguarda l’introduzione obbligatoria del sistema Witness in tutti i centri di procreazione medicalmente assistita. Si tratta di una richiesta legata alla tracciabilità delle procedure e alla possibilità di aggiungere ulteriori controlli nelle attività dei laboratori. Secondo quanto indicato da Ermanno Greco, nei centri che svolgono la diagnosi genetica preimpianto è inoltre possibile analizzare geneticamente l’embrione prima dell’impianto, fornendo un ulteriore livello di verifica e sicurezza.

L’attenzione sul tema arriva dopo un episodio che ha coinvolto una paziente sottoposta a trasferimento embrionario presso il San Raffaele di Milano. A causa dello scambio di provette, alla donna è stato trasferito l’embrione di un’altra coppia e successivamente è stata eseguita un’aspirazione endometriale per ridurre il rischio di una gravidanza con un figlio non suo. L’accaduto ha portato le istituzioni sanitarie a intervenire temporaneamente sulle attività del laboratorio interessato e ha aperto una discussione sulle procedure adottate nei centri di Pma.

La crescita della Pma e la revisione delle procedure

L’aumento dell’utilizzo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita rende centrale il tema della sicurezza dei percorsi e della corretta identificazione dei materiali biologici utilizzati nelle procedure. Il caso dello scambio di provette al San Raffaele viene indicato dalla S.I.d.R. come un episodio che richiede una valutazione degli attuali standard, con l’obiettivo di ridurre il numero di possibili errori. La richiesta di revisione delle regole riguarda in particolare l’adozione di sistemi tecnologici e procedure capaci di rafforzare i controlli nei centri.

La vicenda ha quindi riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra crescita della Pma, sicurezza dei laboratori e tracciabilità delle operazioni. Le informazioni disponibili indicano che gli scambi di provette rappresentano eventi rari, ma la Società Italiana della Riproduzione propone di aumentare le misure preventive attraverso strumenti di controllo più uniformi. La discussione si concentra sulla possibilità di rendere obbligatori determinati sistemi di verifica all’interno dei centri che svolgono attività di procreazione medicalmente assistita.

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