Oggiono, l'esplosione che ha squarciato la notte: gravi ustionati nel crollo di un appartamento
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un boato, simile a un tuono scagliato contro la montagna, ha spezzato il silenzio della serata di venerdì, poco dopo le venti, facendo tremare i vetri delle case in un'ampia area del lecchese. Il fragito, assordante e sinistro, proveniva dalla frazione di Bosisiolo, a Oggiono, dove un'intera porzione di un appartamento all'ultimo piano di una palazzina, situata in salita Bosisolo, è stata spazzata via da una violenta deflagrazione. L'edificio, raggiungibile soltanto percorrendo una lunga e ripida scalinata nelle località tra Bosisiolo e Malavaglia, è stato colpito al cuore: l'onda d'urto, d'improvvisa e devastante potenza, ha divelto infissi, sventrato muri e scagliato schegge di vetro e detriti a grande distanza, lasciando due alloggi del caseggiato completamente inagibili e pericolanti.
La dinamica dell'incidente e i primi soccorsi
Secondo le prime, stringate ricostruzioni degli investigatori, a causare il disastro sarebbe stata una bombola del gas, di quelle comunemente utilizzate per la cucina, che ha ceduto per ragioni ancora tutte da accertare. La fuga di gas, sviluppatasi nell'appartamento occupato da alcuni inquilini di origine nigeriana, ha creato una miscela esplosiva che, al probabile innesco di una fiamma o di una scintilla, è deflagrata con effetti distruttivi. Sul posto, richiamati dalle numerose chiamate di panico giunte al numero unico d'emergenza, sono intervenuti con prontezza i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Lecco, supportati da una colonna mobile del distaccamento di Valmadrera: in totale, sei mezzi tra autopompe, autobotti e mezzi fuoristrada specializzati hanno presidiato la zona, lavorando prima per domare le fiamme divampate tra le macerie e poi per rendere sicura la struttura, il cui equilibrio statico era stato profondamente compromesso.
Le condizioni dei feriti e il ricovero al Niguarda
Il bilancio, sebbene non mortale, è particolarmente grave. Cinque persone sono rimaste coinvolte nell'esplosione, tutte ricoverate per ustioni di varia entità. Tra di loro, una ragazza nigeriana di ventisette anni e il suo fidanzato, coppia che abitava nell'appartamento teatro della sciagura, versano in condizioni critiche. La giovane donna, in particolare, ha riportato estese ustioni al volto, al torace e agli arti superiori, lesioni che hanno reso necessario il trasferimento d'urgenza, insieme all'uomo parimenti grave, al Centro grandi ustionati dell'ospedale Niguarda di Milano. I medici della struttura meneghina, tra le più all'avanguardia in Italia per questo tipo di traumatologia, hanno dovuto disporre il loro ricovero in prognosi riservata, segno della serietà del quadro clinico e della lunga strada terapeutica che li attende.
Le indagini per chiarire le responsabilità
Mentre i tecnici dei vigili del fuoco e della polizia giudiziaria setacciano meticolosamente il cumulo di macerie, alla ricerca di indizi utili a stabilire l'esatta concatenazione degli eventi, la vita nel quartiere prova faticosamente a riprendere un ritmo normale, sebbene segnato dallo shock. Le autorità competenti, coordinando le loro attività, dovranno ora verificare ogni aspetto legato alla sicurezza dell'impianto a gas, allo stato di manutenzione della bombola esplosa e alla regolarità degli alloggi, accertamenti standard in casi del genere. Parallelamente, si procederà all'ascolto dei superstiti e dei testimoni, quelli che abitano nelle case vicine e che, quella sera, hanno sentito il rombo che annunciava la tragedia, per ricostruire i momenti che hanno preceduto l'incidente.




