Ursula von der Leyen affronta ostacoli per la riconferma alla Commissione europea
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Redazione Interno
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La riconferma di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea si trova in un intricato labirinto di negoziati, accordi, concessioni e scelte. L'ex presidente della Commissione sta conducendo una serie di incontri con vari gruppi in vista della plenaria della settimana prossima, dove si voterà per il suo secondo mandato.
Opposizione interna
Il primo ostacolo per von der Leyen proviene dal suo stesso campo politico. I liberali irlandesi del Fianna Fail, che contano sei eurodeputati all'interno di Renew Europe, hanno espresso la loro contrarietà alla riconferma della presidente. Il loro dissenso è motivato dall'atteggiamento di von der Leyen verso l'offensiva israeliana a Gaza.
La corsa ai voti
Con la data del 18 luglio che si avvicina, giorno in cui si deciderà se von der Leyen resterà presidente della Commissione europea per un secondo mandato, la situazione è tesa. Attualmente, sulla carta, dispone di 399 voti a favore su 720, 38 in più della maggioranza assoluta di 361. Tuttavia, nel 2019 ci furono una sessantina di "franchi tiratori" e su una platea di deputati della maggioranza ben più vasta. Per evitare di rimanere bloccata, von der Leyen sta conducendo da settimane, anzi da mesi, trattative più o meno riservate con gruppi politici esterni alla maggioranza e singole personalità.
I verdi si avvicinano
Nonostante le difficoltà, sembra che von der Leyen stia guadagnando terreno con i Verdi. Dopo un incontro con la candidata, i co-leader del gruppo dei Verdi, Terry Reintke e Bas Eikhout, si sono mostrati più che positivi. La decisione finale verrà presa il 18 luglio, dopo che von der Leyen avrà presentato le sue linee guida in aula a Strasburgo.




