Crollo palazzina a Bari, operai avvertono i residenti: "Scappate, ci sono scricchiolii"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un boato improvviso, poi il silenzio carico di polvere e paura. È crollata ieri sera, mercoledì 5 marzo, una palazzina di cinque piani in via De Amicis, nel cuore di Bari, lasciando dietro di sé un cumulo di macerie e una città sotto shock. Al momento, l’unica dispersa è Rosalia De Giosa, 74 anni, mentre i soccorritori continuano senza sosta le ricerche, supportati da team specializzati, droni e unità cinofile. Quello che emerge, però, è un quadro che avrebbe potuto essere molto più tragico: alcuni residenti, infatti, si sono salvati per un soffio grazie all’allarme lanciato dagli operai al lavoro nello stabile, che poco prima del crollo avevano percepito rumori sospetti, come scricchiolii, e avevano esortato le famiglie a fuggire.

Tra le voci che si levano dal caos, c’è quella di Elena, madre di due bambini disabili di 4 e 2 anni, che racconta di essere “completamente sotto shock”. La sua famiglia, sfollata da circa un anno e mezzo in un edificio di fronte alla palazzina crollata, era stata trasferita lì per un’emergenza abitativa. “Ci avevano detto che la palazzina era pericolante – spiega – ma ci avevano assicurato che non ci fosse alcun rischio”. Ora, invece, si ritrova in strada, con i figli traumatizzati e la sensazione che “il mondo sia crollato addosso”. La sua storia è solo una delle tante che emergono da un’area devastata, dove anche gli edifici confinanti sono stati evacuati per precauzione, mentre le immagini aeree scattate con un drone mostrano un vuoto impressionante, riempito solo da detriti e frammenti di vite interrotte.

Le operazioni di soccorso, coordinate dai vigili del fuoco con il supporto di team Usar, cinofili e del nucleo Saf provenienti da Bari, Taranto, Barletta e Foggia, proseguono da oltre dodici ore. L’obiettivo principale è trovare Rosalia De Giosa, la cui sorte è ancora avvolta nell’incertezza. Intanto, la palazzina crollata, situata a ridosso dell’ex scuola Del Prete – oggi adibita a uffici del Municipio 2 – è diventata il simbolo di una tragedia annunciata, che solleva domande sulla sicurezza degli edifici e sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto garantire che situazioni del genere non si verificassero.

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