Tragedia a Monterotondo, bimbo di 5 anni muore in piscina: indagini sull'animatore
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Redazione Interno
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Erano arrivati dal Lussemburgo da qualche giorno per trascorrere le vacanze estive dai nonni paterni, e una tragedia immensa ha stravolto la loro esistenza all'improvviso, ieri mattina, nella piscina comunale di Monterotondo. Sono i genitori del piccolo Alessandro, cinque anni, morto per un malore che gli accertamenti medico-legali dovranno ora definire mentre i carabinieri indagano per ricostruire i fatti e accertare eventuali responsabilità.
La cittadina alle porte di Roma è sotto choc, dopo aver già vissuto pochi giorni fa momenti di apprensione per l'incidente nella piscina del circolo sportivo Reds Mezzaluna di Mentana, dove otto bambini sono rimasti intossicati dal cloro e due di loro, di cinque e undici anni, sono tuttora ricoverati in ospedale.
L'ipotesi dei braccioli e il ruolo dell'animatore
Questa volta il cloro non dovrebbe essere stata la causa del malore fatale che ha ucciso il piccolo Alessandro, ma i militari della compagnia di Monterotondo stanno lavorando per chiarire i fatti, soprattutto in relazione al ruolo del giovane animatore, un 30enne, al quale erano stati affidati quindici bambini con i quali stava facendo il bagno nella piscina esterna, quella più piccola, profonda un metro e trenta centimetri.
Il ragazzo potrebbe essere sentito oggi anche dal pm della Procura di Tivoli titolare dell'indagine, mentre ieri i carabinieri hanno sequestrato in via preventiva la vasca esterna dell'impianto. Da capire se l'animatore avesse i titoli per l'assistenza in piscina oltre che per seguire i bambini, quanti ne poteva assistere da solo e di che età, e come si è sviluppata la giornata di ieri al centro estivo e soprattutto cosa stesse facendo quando si è accorto che il bimbo si era sentito male. E se la piccola vittima indossasse i braccioli, obbligatori alla sua età.
La dinamica e i soccorsi
Era al suo primo giorno di centro estivo, il bambino di 5 anni, che ieri ha perso la vita a Monterotondo, nella piscina comunale dello Stadio del Nuoto Paolo Roghi in via della Fonte. Stando a una prima ricostruzione, che è ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo avrebbe accusato un malore. Appena tirato fuori dall'acqua è stato sottoposto a ripetuti tentativi di rianimazione, sia con massaggio cardiaco che con il defibrillatore, prima dal personale specializzato del centro sportivo e poi dagli operatori del 118, ma tutti i tentativi sono risultati vani.
Sul posto è arrivata anche l'eliambulanza, mentre i carabinieri della compagnia di Monterotondo, diretti dal tenente Mirko Rugi e coordinati dalla Procura di Tivoli, stanno indagando per far luce su quanto accaduto, con la presenza sul posto anche del sostituto procuratore Arianna Armanini.
Le indagini e il cordoglio della comunità
I carabinieri, coordinati dal Gruppo di Ostia, hanno effettuato un lungo sopralluogo nella piscina e nelle prossime ore potrebbero sentire anche i genitori e altri parenti del bambino, insieme con i responsabili del centro estivo e gli stessi genitori degli altri piccoli presenti in quel momento: non si esclude che in audizione protetta possa essere fatto anche con loro.
Chi indaga avrebbe anche acquisito i filmati di sicurezza di due telecamere di sorveglianza che avrebbero ripreso in modo laterale quello che è successo dopo la tragedia con l'intervento delle persone che si trovavano nei pressi della vasca. La famiglia della giovanissima vittima è molto conosciuta a Monterotondo: i genitori hanno anche un altro figlio più piccolo che, secondo alcune testimonianze, si trovava con la mamma al circolo. Il padre lavora nell'ambiente della finanza in Lussemburgo, ma è cresciuto nella cittadina mentre la moglie è di Tivoli.
Il sindaco Riccardo Varone ha espresso commosse condoglianze a nome dell'intera città, mentre centinaia di messaggi di cordoglio sono apparsi sui social da parte di frequentatori della piscina e di altri genitori che mandano i figli al centro estivo organizzato dalla società Vis Nova, che gestisce il centro natatorio.




