Israele colpisce Beirut, uccisi due comandanti di Hezbollah
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Redazione Esteri
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Israele ha lanciato un raid su Beirut, uccidendo due alti comandanti di Hezbollah, Ibrahim Aqil e Ahmed Wahabi, insieme ad altri 14 membri del gruppo. Aqil, noto per essere la mente dietro la strage dei Marines del 1983 e altre incursioni in Israele, era ricercato da decenni. Wahabi, 60 anni, aveva diretto le operazioni della forza speciale di Hezbollah fino all'inizio del 2024.
L'attacco è avvenuto in un momento di grande tensione tra Israele e Libano, con il rischio di una nuova escalation del conflitto. L'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon, ha dichiarato che Israele adotterà tutte le misure necessarie per proteggere i suoi cittadini e consentire ai residenti del nord di tornare alle loro case.
Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese «L'Orient le Jour», Rosemary DiCarlo, segretaria generale aggiunta dell'Onu per gli Affari politici, ha lanciato un allarme riguardo alla situazione in Medio Oriente, avvertendo che il rischio di una nuova escalation del ciclo di violenza è estremamente grave e rappresenta una minaccia per la stabilità della regione.
Hezbollah, noto anche come Partito di Dio, è un gruppo militante sciita con sede in Libano, sostenuto dall'Iran. Fondato negli anni '80, il gruppo è stato coinvolto in numerosi conflitti con Israele e ha una forte presenza politica e militare in Libano.




