Trump Tv, la Casa Bianca lancia lo streaming 24 ore su 24 dopo il bando a Cnn, Politico e Ms Now

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Casa Bianca ha acceso i riflettori sulla propria piattaforma streaming. L'iniziativa, battezzata Trump Tv, trasmette 24 ore su 24 e propone, secondo quanto si legge nella presentazione ufficiale, «i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti da non perdere, in streaming 24 ore su 24 e aggiornati in tempo reale».

Il lancio è avvenuto lunedì sera, con una programmazione inaugurale che ha riproposto vecchi interventi del presidente, tra cui il discorso tenuto al monte Rushmore lo scorso 3 luglio in occasione delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell'indipendenza americana.

La nuova creatura della Casa Bianca arriva a stretto giro di posta dopo che l'amministrazione ha revocato gli accrediti stampa ai giornalisti di Cnn, Ms Now e Politico. La misura era stata annunciata venerdì dal presidente su Truth, con l'accusa di diffondere notizie false, ed è diventata operativa sabato, quando gli inviati delle tre testate si sono visti bloccare l'ingresso nel complesso presidenziale e ritirare i tesserini da parte del Secret Service.

Le tre organizzazioni hanno risposto presentando un ricorso presso il Tribunale distrettuale di Washington, sostenendo che il provvedimento viola il Primo e il Quinto emendamento della Costituzione, in quanto adottato senza preavviso né possibilità di replica e lesivo del diritto di proprietà e del giusto processo. La causa è stata avviata contro il presidente, il capo di gabinetto Susie Wiles, il direttore delle comunicazioni Steven Cheung e il direttore del Secret Service Sean Curran; le testate sono rappresentate dall'avvocato Theodore Boutros Junior dello studio Gibson Dunn.

Sul fronte televisivo, i principali network americani hanno sospeso la partecipazione al pool condiviso della Casa Bianca. Cnn, Nbc, Abc, Cbs e Fox News hanno interrotto il servizio che consente a un'emittente di riprendere gli eventi presidenziali e distribuire il materiale alle altre testate, in segno di protesta contro l'esclusione dei colleghi. L'amministrazione, dal canto suo, ha argomentato che il Primo Emendamento tutela il diritto di pubblicare ma non garantisce a una specifica testata l'accesso agli spazi presidenziali o al pool ristretto.

Non è la prima volta che l'amministrazione si scontra con i media sull'accesso alla Casa Bianca. Nel 2018 fu sospeso il tesserino del corrispondente Cnn Jim Acosta, poi ripristinato per decisione di un giudice; l'anno successivo un tribunale federale ordinò la restituzione dell'accredito al giornalista freelance di Playboy Brian Karem dopo un diverbio con un consigliere presidenziale. Più di recente, l'agenzia Associated Press era stata esclusa da eventi nella East Room e dal pool ristretto dopo aver rifiutato di adottare la denominazione "Golfo d'America" al posto di Golfo del Messico.

In quel caso una corte distrettuale aveva dato ragione all'agenzia, ma la Corte d'appello del circuito di Washington aveva sospeso in via preliminare la parte più ampia della sentenza, stabilendo che gli spazi più riservati come lo Studio Ovale e l'Air Force One non godono delle stesse tutele del Primo emendamento previste per il resto del complesso.

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