Gaza, atterrati in Italia i tre aerei con i 31 bambini palestinesi feriti: Tajani li accoglie a Ciampino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella tarda serata di mercoledì, mentre il conflitto in Medioriente raggiungeva il suo 678esimo giorno, tre aerei C-130 dell’Aeronautica militare hanno toccato terra in Italia, portando con sé 31 bambini palestinesi feriti nella Striscia di Gaza e 86 accompagnatori. I voli, distribuiti tra gli aeroporti di Ciampino, Pisa e Milano Linate, rappresentano la quattordicesima evacuazione sanitaria organizzata dal governo italiano da gennaio 2024, nonché la più ampia finora realizzata.

Ad accogliere il gruppo giunto a Roma, composto da sei minori bisognosi di cure urgenti, c’era il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, affiancato dall’imam Salameh Ashour. "È un momento di profonda emozione", ha dichiarato Tajani, ribadendo l’impegno dell’Italia nel sostenere "chi soffre a causa di una guerra che non risparmia nessuno, soprattutto i più vulnerabili". Le ambulanze presenti sulla pista hanno provveduto al trasferimento dei piccoli pazienti verso strutture specializzate: tre sono stati indirizzati all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, due al Santobono di Napoli e uno all’Azienda Ospedaliera di Perugia.

Quelli arrivati nella notte sono solo una parte dei 31 minori evacuati, molti dei quali presentano ferite gravi o patologie congenite. Quindici, in particolare, versano in condizioni tali da non poter camminare, costretti a essere trasportati in barella. L’operazione, coordinata con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unione Europea, rientra in uno sforzo umanitario più ampio, che mira a offrire cure mediche a chi, nella Striscia, è stato travolto da mesi di bombardamenti e carenze sanitarie.

"L’Italia è in prima linea", ha aggiunto Tajani, senza però entrare nel merito delle dinamiche politiche che hanno reso possibile il corridoio umanitario. Quello che emerge, al di là delle dichiarazioni, è un quadro in cui la priorità assoluta è stata data all’emergenza sanitaria, con un’attenzione particolare ai minori, spesso vittime invisibili di un conflitto che non conosce tregua.

I bambini, strappati a quello che viene descritto come un "inferno" di distruzione e privazioni, saranno ora affidati alle cure di medici italiani, mentre le loro famiglie – 83 adulti in totale – avranno modo di assisterli durante il percorso di riabilitazione. Quello di ieri non è che l’ultimo di una serie di interventi, ma la portata numerica e la complessità logistica lo rendono un caso emblematico, destinato a riaccendere il dibattito sul ruolo dell’Europa nelle crisi umanitarie.

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