Rimpatri dal Golfo, atterrati a Roma due voli con 249 italiani. Tajani: “Situazione complessa per i connazionali ancora nell’area”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Prosegue senza sosta, in queste ore segnate dalla chiusura degli spazi aerei e dalla sospensione dei voli commerciali, l’operazione della Farnesina per riportare in Italia i cittadini bloccati nell’area del Golfo dopo l’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Altri due voli della Oman Air, partiti nella mattinata da Mascate, sono atterrati all’aeroporto di Roma Fiumicino con a bordo 249 italiani, assistiti e riaccompagnati a casa grazie al coordinamento dell’Unità di crisi e della rete diplomatica nella regione. Un’operazione complessa, quella messa in campo dal ministero degli Esteri, che si somma ai circa 2500 connazionali già rientrati nelle ultime quarantotto ore da scali come Abu Dhabi, Riad e, appunto, Mascate, alcuni dei quali hanno utilizzato voli commerciali la cui partenza è stata facilitata dalla Farnesina, altri invece hanno trovato una sistemazione autonoma per il viaggio di ritorno.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segue personalmente l’evolversi di una situazione che definisce “molto complicata”, dato che nell’area del Golfo allargato sono presenti oltre settantamila italiani, una cifra che comprende residenti stabili, lavoratori, studenti e turisti. La priorità, in questa fase, è garantire l’assistenza a tutti coloro che desiderano lasciare i Paesi coinvolti dalle ostilità o che si trovano in difficoltà a causa della paralisi degli aeroporti, come l’hub di Dubai o quello di Abu Dhabi, dove le operazioni sono state drasticamente ridotte. Tra i rientri più attesi c’era quello di duecento studenti, per lo più minorenni, che partecipavano a un corso a Dubai e che sono potuti tornare in Italia con un volo facilitato dalle autorità emiratine, un gruppo arrivato a Milano nella giornata di ieri suscitando il sollievo delle famiglie.

Il ponte aereo della Farnesina e la registrazione dei cittadini

La macchina organizzativa della crisi, attivata immediatamente dopo l’inizio delle ostilità, sta lavorando per istituire veri e propri corridoi umanitari via terra e via cielo. Sono già stati predisposti transfer in autobus dagli Emirati Arabi verso l’Oman, un passaggio fondamentale per aggirare la chiusura di alcuni aeroporti e consentire ai connazionali di imbarcarsi sui voli charter in partenza da Mascate, che rimane uno degli hub principali per i rimpatri. Oltre ai due voli già atterrati oggi, nei prossimi giorni sono previste ulteriori partenze facilitate dalla Farnesina, non solo da Mascate ma anche da Abu Dhabi, Dubai, Riad, e persino da Malé, nelle Maldive, e Colombo, in Sri Lanka, dove molti turisti italiani sono rimasti bloccati dopo la cancellazione a catena dei collegamenti con l’Europa.

Un aspetto cruciale dell’intera operazione, sottolineato più volte nelle comunicazioni ufficiali del ministero, riguarda la necessità per i connazionali ancora presenti nell’area di registrarsi sulle piattaforme dedicate. L’app “Viaggiare Sicuri” e il portale web www.dovesiamonelmondo.it rappresentano, in questa emergenza, il canale primario attraverso cui le ambasciate e i consoli possono inviare informazioni in tempo reale sulle modalità di trasferimento e sui voli disponibili. Solo chi è censito, spiegano dalla Farnesina, può ricevere tempestivamente le istruzioni su come raggiungere i punti di raccolta o usufruire dei bus messi a disposizione per varcare i confini verso Paesi come l’Oman o l’Arabia Saudita, dove la situazione aeroportuale è meno critica.

L’assistenza consolare e i numeri del rientro

Il lavoro delle sedi diplomatico-consolari italiane nella regione, potenziato dall’invio di personale dell’Unità di crisi da Roma, si concentra anche sulla prevenzione di potenziali truffe a danno dei turisti in difficoltà. Il ministro Tajani, nel corso di vari aggiornamenti sulla crisi, ha messo in guardia dai bagarini e da chi cerca di speculare sulla vendita di biglietti aerei a prezzi maggiorati, assicurando che la task force sta monitorando la situazione per garantire che i rimpatri avvengano in condizioni di sicurezza e trasparenza economica. La priorità, ha ribadito il ministro, è data alle fasce più deboli, come anziani, minori non accompagnati e persone con patologie, ma l’obiettivo dichiarato resta quello di offrire una via d’uscita a tutti i connazionali che ne facciano richiesta.

Mentre i voli continuano ad arrivare, rimane alta l’attenzione su chi è ancora in attesa. I numeri diffusi dalla Farnesina parlano di un esodo di massa in corso, con migliaia di italiani che si stanno organizzando per lasciare l’area. Alle operazioni in corso dal Golfo, si affiancano quelle per i turisti bloccati in altre zone del Medio Oriente e dell’Asia i cui collegamenti aerei dipendono dagli scali mediorientali. L’impegno del ministero, supportato dalle ambasciate locali e dalle autorità dei Paesi ospitanti, alcuni dei quali hanno offerto la propria collaborazione per coprire parte delle spese di rimpatrio, prosegue senza sosta per riportare a casa tutti i connazionali che si trovano in aree di crisi o difficoltà.

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