Il ritorno di Miranda Priestly: il red carpet di “Il diavolo veste Prada 2” è un affare da non perdere

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   New York. Il Lincoln Center, nella serata del 20 aprile, si trasforma in una passerella che poco ha da invidiare a una sfilata parigina o a una notte degli Oscar, e il motivo è presto detto: il cast del sequel più atteso dell’anno, “Il diavolo veste Prada 2”, si riunisce per la prima mondiale. Anne Hathaway, Meryl Streep, Stanley Tucci ed Emily Blunt – lo stesso quartetto che fece la fortuna del primo capitolo – calcano il tappeto rosso con una disinvoltura che sa di déjà-vu, ma anche di consapevolezza. Perché loro, quei ruoli, li hanno cuciti addosso per quasi due decenni. E si vede.

Un tour promozionale da cinque città, un’alchimia che non si spegne

Prima di approdare a New York, le due protagoniste – la Hathaway e la Streep, s’intende – hanno attraversato il globo con un tour promozionale che ha toccato cinque diversi scenari urbani. In ogni tappa, le loro scelte di stile sembravano fondersi con i rispettivi personaggi, quasi a voler anticipare quel che il pubblico potrà vedere sul grande schermo. E la premiere di Manhattan non ha fatto eccezione: l’una accanto all’altra, tra abbracci e flash, le due attrici hanno regalato l’immagine di un’intesa che il tempo non ha scalfito. «Miranda Priestly mi ha insegnato come comandare a bacchetta la mia famiglia, con discrezione» ha scherzato la Streep, tra il serio e il faceto, aggiungendo poi, a proposito di Anna Wintour: «Non sono intelligente come lei, né così composta o ben vestita. Stasera lo sono ma perché indosso Givenchy».

Lady Gaga, diva in archivio: il suo Saint Laurent ruba la scena (ma non troppo)

E poi c’è lei, Lady Gaga. Perché a una serata che è già un evento moda, non poteva mancare chi della moda ha fatto un’arma di espressione di massa. La cantante e attrice si presenta con un look d’archivio Saint Laurent, roba da runway approvata, e lo indossa come se fosse la seconda pelle. Mani sui fianchi, baci lanciati ai fotografi, scarpe estreme – quelle stesse che richiamano la locandina del film, giganteggiante ovunque – e un’eleganza che sa di provocazione calcolata. Nessuna casualità, in quella scelta: l’abito è “runway-approved”, e la postura è quella di chi ha imparato a dominare il tappeto rosso come un palcoscenico teatrale.

Uscita il 29 aprile, senza romanzo che la guidi: la trama resta un mistero

A differenza del primo film, tratto dal best seller di Lauren Weisberger, questo secondo capitolo non ha una fonte letteraria a cui aggrapparsi. La trama, di conseguenza, viene tenuta gelosamente sotto chiave, e nessuna indiscrezione sembra in grado di scalfire il muro di riserbo che la produzione ha eretto. Quel che è certo, invece, è la data: il film debutta nelle sale italiane il 29 aprile 2026, due giorni prima che negli Stati Uniti. Un’eccezione che la dice lunga sull’affetto del pubblico nostrano verso quella storia di tacchi a spillo, umiliazioni patinate e riscatto professionale. Nel frattempo, il red carpet di New York ha già consegnato ai magazine la prima, vera inchiesta: come si fa a essere così glamour senza mai risultare eccessivi? La risposta, a giudicare dalle immagini, la conoscono solo loro.

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