La nuova armatura azzurra: come il modulo di Conte ha blindato il Napoli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un terzo 2-0 consecutivo, ottenuto sul campo della Cremonese, non segna soltanto il ritorno alla vittoria in trasferta per il Napoli, ma delinea i contorni di una solidità difensiva che, in queste prime giornate, è apparsa pressoché granitica. A sottolinearlo, intervenendo a Radio Napoli Centrale, è stato il giornalista Mario Fabbroni, il quale ha evidenziato come la squadra appaia ormai ben organizzata e strutturata. “Il nuovo modulo”, ha spiegato Fabbroni, “ha reso quasi impenetrabile la difesa del Napoli”, al punto che gli avversari faticano a creare genuine occasioni da gol. Una riprova, lampante, si è avuta nelle performance dell’estremo difensore: Vanja Milinković-Savić, nelle ultime tre uscite, è stato costretto a interventi di pura ordinaria amministrazione, trasformandosi in uno spettatore privilegiato chiamato a gestire colpi di testa o controlli di petto, operazioni lontane dalle sue abituali parate miracolose.

Hojlund, il bomber che risolve le partite

Se la retroguardia nega i gol, l’attacco – e in particolare Rasmus Hojlund – si incarica di segnarli. A Cremona è andato in scena un autentico show del centravanti danese, autore della doppietta decisiva che ha piegato la resistenza locale. Un’espressione di forza fisica e di precisione tecnica che ha superato, con netto anticipo, ogni tentativo di contrasto da parte del difensore Baschirotto. Quella doppietta, peraltro, ha un significato numerico preciso: Hojlund ha già superato il bottino di reti dell’intera scorsa stagione, inaugurando uno stato di grazia che rende la sua presenza un fattore determinante. Il suo ruolo di perno offensivo è ormai consolidato, con la squadra che costruisce il gioco puntando spesso sul lancio lungo verso di lui, una soluzione che sfrutta la sua capacità di protezione della sfera e di innesto per i compagni.

Una macchina da pressing e possesso

Il successo al “Zini” non è, però, frutto del solo talento individuale. Come rilevato dalle cronache, il Napoli ha imposto un pressing di qualità e una continuità operativa notevoli, mantenendo un possesso palla convinto e fisicamente prepotente. Questa regia di gioco, che alterna fasi di controllo a verticalizzazioni repentine, ha permesso di governare le fasi della partita e di neutralizzare le mosse studiate dall’avversario. La vittoria, insomma, nasce da un progetto collettivo ben eseguito, nel quale l’efficacia del singolo – in questo caso Hojlund – si innesta su una trama tattica precisa e soffocante.

La questione Lukaku e l’affidabilità del danese

L’esplosione del danese pone, quasi naturalmente, una riflessione sul mercato e sugli equilibri della rosa. Le prestazioni di Hojlund, infatti, rendono al momento meno urgente il possibile approdo di un altro attaccante di peso, come Romelu Lukaku. Aver già a disposizione un bomber in così piena efficacia – “un lusso”, come qualcuno ha ironicamente notato – permette alla società di valutare con maggior tranquillità le prossime mosse, senza la pressione di dover forzare un inserimento. La squadra, guidata da Antonio Conte, sembra aver trovato un suo equilibrio e un’identità di gioco che, per ora, viaggia su binari precisi: una difesa compatta alle spalle e un attaccante di fredda determinazione davanti.

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