Roma, il lungo stop di Wesley e il rebus di una corsa Champions senza il suo titolare
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Redazione Sport
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La conferma, per quanto attesa, non ha perso un grammo della sua pesantezza. Gli esami strumentali – una risonanza magnetica e un’ecografia – cui Wesley si è sottoposto oggi, lunedì 30 marzo, presso la clinica Villa Stuart, hanno infatti certificato il sospetto che aleggiava da quando il laterale era uscito anzitempo dal campo dell’amichevole tra Brasile e Francia. La diagnosi, nella sua asettica precisione clinica, parla di “lesione muscolo tendinea del bicipite femorale destro”, un verdetto che condanna l’ex Flamengo a uno stop stimato di circa quattro settimane.
Un periodo, questo, che per la formazione guidata da Gasperini rischia di rivelarsi non solo lungo, ma terribilmente decisivo nella rincorsa all’agognato piazzamento in Champions League. A complicare ulteriormente il quadro c’è il momento stagionale: il tecnico, già costretto a fare i conti con altre assenze pesanti, si ritrova ora privato di uno dei suoi interpreti più affidabili sulla fascia, quel giocatore capace di garantire equilibrio tra spinta offensiva e copertura difensiva. La lesione, rimediata durante l’impegno in terra statunitense con la Selecao di Ancelotti, è apparsa immediatamente preoccupante tanto da convincere lo staff medico verdeoro a escluderlo dalle successive convocazioni, suggerendo un rientro immediato a Trigoria.
Il calendario, un avversario altrettanto temibile per Gasperini
Se la medicina sportiva indica nella finestra delle quattro settimane il tempo di recupero standard per una lesione di questa entità, è la lettura del calendario a restituire la reale portata della tegola per i giallorossi. Il primo, inevitabile, forfait sarà quello per la “partitissima” di San Siro contro l’Inter, in programma domenica sera. Un’assenza pesantissima in un confronto diretto che vale molto più di tre punti in ottica classifica, ma il conto delle gare saltate non si ferma certo a Pasqua. Salvo miracolosi recuperi, Wesley dovrà saltare anche le sfide contro Pisa e Atalanta tra le mura amiche, oltre alla trasferta di Bologna.
L’obiettivo, nella più ottimistica delle previsioni, potrebbe diventare il match con la Fiorentina di inizio maggio, anche se il rientro in gruppo per la successiva trasferta di Parma appare al momento l’ipotesi più concreta per rivederlo in campo. Un’intera tornata di partite, insomma, in cui la Roma si giocherà una fetta sostanziale delle sue ambizioni europee, dovendo fare a meno di una pedina che Gasperini aveva saputo rendere centrale nel proprio scacchiere tattico. La gestione dell’esterno, in questa fase, diventa quindi un problema di ingegneria di gioco, con l’allenatore chiamato a trovare soluzioni alternative su una corsia che ora vede emergere l’emergenza, considerando anche le condizioni non perfette di altri interpreti del ruolo.
L’infermeria e la pressione di una classifica senza respiro
La sosta per le nazionali, come spesso accade, ha trasformato le ansie in certezze amare per la dirigenza e lo staff tecnico. L’infortunio di Wesley si inserisce in un quadro di infermeria già piuttosto affollato, andando ad aggiungersi ad altre assenze di rilievo che stanno condizionando la continuità di rendimento della squadra. La tempistica, in particolare, non potrebbe essere più beffarda: proprio nel momento in cui la corsa al quarto posto si fa serrata, con la Roma appaiata alla Juventus e costretta a guardare le dirette concorrenti da una distanza ravvicinata ma ancora da colmare, l’imprevisto muscolare rischia di spezzare gli equilibri faticosamente costruiti nelle settimane precedenti.
La prossima sfida contro l’Inter, quindi, si carica di un significato ulteriore: da un lato c’è la necessità di non perdere contatto con le posizioni nobili della classifica, dall’altro la consapevolezza di doverlo fare senza uno degli elementi che meglio aveva interpretato la fase difensiva e di ripartenza. Per Gasperini, che aveva già manifestato in precedenza le difficoltà legate alla gestione delle rotazioni, questo nuovo stop rappresenta un rompicapo non da poco. La sensazione, leggendo i referti medici, è che il contributo del brasiliano potrà tornare a essere prezioso solo per la volata finale, ammesso che la sua squadra arrivi a quel punto con il distacco dalle rivali ancora colmabile.




