L’albero del Bayesian riemerge dopo dieci mesi: il relitto è a Termini Imerese per le indagini
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Redazione Interno
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Piegato, deformato, ma finalmente riportato alla luce: l’albero del Bayesian, il veliero affondato al largo di Porticello la notte del 19 agosto dello scorso anno, è stato recuperato dopo quasi un anno trascorso nelle profondità marine. Le immagini catturate dai droni mostrano l’imponente struttura di 72 metri sollevata grazie a una serie di palloni gonfiabili, utilizzati dalla società olandese Hebo, incaricata delle operazioni tecniche. Il relitto, che custodisce ancora i segni della tragedia in cui persero la vita sette persone, è stato trasferito nel porto di Termini Imerese, dove sarà sottoposto alle ispezioni dei tecnici della procura.
La Tmc, compagnia londinese che coordina le operazioni, ha lavorato in collaborazione con esperti internazionali per riportare in superficie ciò che resta dell’imbarcazione, di proprietà del magnate britannico Mike Lynch. Le indagini, ancora in corso, mirano a chiarire le dinamiche del naufragio, mentre i magistrati esamineranno ogni dettaglio per accertare eventuali responsabilità. Intanto, il terminal container di Termini Imerese, gestito da Portitalia, è stato attrezzato per ospitare il relitto, sorvegliato da un dispiegamento di forze dell’ordine.
Nella puntata di Quarta Repubblica trasmessa lunedì 25 giugno, sono emerse nuove immagini registrate dalla telecamera di bordo, che ripercorrono gli ultimi istanti prima dell’affondamento. Le riprese, seppur drammatiche, potrebbero fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti, sebbene le condizioni dell’albero – piegato dalla pressione e dalla corrosione – rendano complessa ogni analisi.




