Palermo-Juve Stabia, la rimonta firmata Pohjanpalo e Bani non basta: al Barbera finisce in parità
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Redazione Sport
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La trentunesima giornata del campionato di Serie B proponeva, al Renzo Barbera, una sfida dal peso specifico notevole per gli equilibri della zona playoff, e il confronto tra il Palermo di Filippo Inzaghi e la Juve Stabia di Ignazio Abate non ha tradito le attese in termini di intensità, regalando anzi una serie di colpi di scena che si sono susseguiti fino al triplice fischio. I rosanero, reduci da un pesante ko nel big-match contro il Monza e chiamati a un pronto riscatto per blindare il quarto posto in classifica, si sono trovati inizialmente a dover fronteggiare un avversario ostico e ben disposto in campo, che al vantaggio firmato da Giuseppe Leone nei primi minuti - un calcio di rigore trasformato con freddezza - aveva aggiunto una gestione ordinata della fase di possesso, complicando i piani della formazione di casa.
La reazione del Palermo, che nel primo tempo non era riuscita a impensierire più di tanto la retroguardia ospite, si è materializzata con veemenza nella ripresa, quando la squadra di Inzaghi ha alzato il baricentro e cominciato a macinare gioco. Il pari, arrivato al sessantesimo, porta la firma del suo bomber principe, Joel Pohjanpalo: un calcio di rigore concesso dopo un on-field review sollecitato dal VAR e decretato dall'arbitro Dionisi, che lo stesso attaccante finlandese ha trasformato con un destro che ha spiazzato Confente, il quale era stato intanto ammonito per i proteste. La spinta rosanero non si è esaurita lì, e appena cinque minuti più tardi è arrivato addirittura il sorpasso, firmato da Mattia Bani: sul cross di Ceccaroni la sfera ha colpito la traversa, rimbalzando poi addosso al difensore che, di petto, ha depositato in rete per il momentaneo 2-1, scatenando l'entusiasmo sugli spalti.
Sembrava poter essere la classica giornata in cui la squadra ferita riesce a raddrizzare una partita complicata, ma la Juve Stabia, che nel frattempo aveva operato diverse sostituzioni inserendo Carissoni, Correia e Varnier al posto di Ricciardi, Torrasi e Diakité, non aveva alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. Al settantatreesimo, sugli sviluppi di un'azione manovrata da Cacciamani sulla sinistra, un rimpallo fortunoso ma letale ha trasformato un tentativo di spazzatura della difesa di casa in un assist al bacio per Nicola Mosti, che al volo ha trafitto Joronen per il definitivo 2. Un pareggio che sa di beffa per i siciliani, visti i due vantaggi sfumati, ma che premia la tenacia di una Juve Stabia che, nonostante le assenze e un momento di forma non esaltante, ha dimostrato di potersela giocare su qualsiasi campo.




