Costiera amalfitana, l'incendio è spento ma resta l'incognita sui versanti
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Redazione Interno
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I mezzi della Protezione civile regionale continuano a operare sulla Costiera amalfitana per spegnere gli ultimi focolai. Nella sola mattinata del 16 settembre si sono registrati 28 sorvoli a Positano, con elicotteri e canadair ancora impegnati sulle zone più impervie. Residui di fumo restano visibili in diversi punti e il timore principale riguarda il vento, che nelle ore precedenti ha reso particolarmente difficoltose le operazioni di spegnimento e ha alimentato le fiamme lungo i versanti.
La conta dei danni e le aree colpite
Il fronte più esteso ha interessato l'area compresa tra Amalfi, Conca dei Marini e Agerola, dove il passaggio del fuoco ha modificato profondamente il paesaggio. Le fiamme hanno lambito abitazioni e strutture ricettive, rendendo necessaria l'evacuazione temporanea di alcuni edifici, senza che si registrassero danni alle persone. Altri roghi sono divampati nella valle dell'Irno, a Pellezzano e Pizzolano, e nella zona di Fisciano, dove le fiamme si sono avvicinate pericolosamente ad alcune abitazioni.
Il rischio idrogeologico
«Purtroppo ancora incendi in Costiera Amalfitana nelle ore scorse e ritorniamo a dire le stesse cose dette anche per i precedenti incendi. Subito una ricognizione delle aree percorse dal fuoco per valutare l'eventuale aggravamento del rischio idrogeologico e individuare gli interventi prioritari». È l'appello lanciato da Lorenzo Benedetto, presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania, che richiama l'attenzione sulla fragilità strutturale di questi territori.
Secondo i dati citati dall'Ordine, oltre il 70 per cento del territorio comunale di Positano ricade nelle classi di pericolosità da frana elevata e molto elevata, mentre circa il 57 per cento della popolazione e il 61 per cento degli edifici risultano localizzati in aree a rischio. La perdita della copertura vegetale e le modificazioni delle caratteristiche superficiali dei terreni possono alterare la risposta dei versanti alle precipitazioni, favorendo fenomeni erosivi, un maggiore ruscellamento superficiale, il trasporto di detriti e l'innesco o la riattivazione di fenomeni franosi.
Con l'avvicinarsi della stagione autunnale e delle prime piogge significative, verificare tempestivamente le condizioni dei versanti diventa quindi un passaggio obbligato.
Le indagini sulle cause
L'origine dei roghi non è ancora stata accertata, ma la pista dolosa non può essere esclusa. I rilievi del caso saranno effettuati quando il fuoco sarà completamente domato. Le fiamme, durante la notte, hanno minacciato anche alcune abitazioni e il vento ha permesso al fuoco di espandersi più velocemente lungo versanti impervi e difficilmente raggiungibili dai mezzi terrestri.
L'iniziativa del Codacons
Se le indagini dovessero confermare la matrice dolosa, il Codacons si costituirà parte civile per disastro ambientale. L'associazione, come annunciato dal presidente regionale Matteo Marchetti, offrirà assistenza gratuita a tutti i cittadini che vorranno costituirsi parte civile. «Denunciare i colpevoli non significa essere delatori, ma essere cittadini di un mondo civile», ha dichiarato Marchetti, sottolineando la necessità che la magistratura persegua questi reati con tutti i mezzi a disposizione.
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